Collection of Chaos – Tikuli

tikuli
 

Collection of Chaos di Tikuli è un altro regalo. Chi mi conosce sa bene che amo i libri di poesia, e che sono il regalo migliore per farmi contento. Che poi la poesia riesca a fare contenta una persona è una cosa strana, lo so, ma reale. C’è una felicità nella poesia. Sia che essa sia terribile, feroce, sia che essa sia dolce, carezzevole. La poesia non ha felicità ma sa dare la felicità. Certo non è una macchina, una casa, uno stipendio, ma a ben pensarci queste cose non restano con noi per sempre. La poesia si. La poesia si lega alla nostra mente e alla nostra anima. Non so se dopo la morte esista veramente un’anima oppure siamo macchine animali in un mondo caotico. Ma certamente so che se qualcosa esiste avrà le nostre memorie. Gli egiziani portavano un soldo per viaggiare nell’oltretomba, noi porteremo le nostre memorie. Le poesie che avremo scritto e letto.

Collection of Chaos di Tikuli, edito dall’amico inglese James Goddard (Leaky Boot Press 2014, prefazione di Kris Saknussemm, copertina di Rachel Slade) è un libro primitivo, di sangue e carne, di passione e dolore. Ho chiesto due righe a James, che meglio di me conosce questa donna indiana così particolare, e James mi ha risposto:

Quando ero un ragazzino mi chiedevo a cosa servisse la poesia. A scuola leggevamo e studiavamo i poeti vittoriani le cui opere erano sovraccariche di parole in eccesso e non mi sembravano importanti per la mia vita e la mia esperienza. Dopo di che non ho letto poesia per molto tempo, perché non c’era alcun piacere in essa, o almeno così pensavo. Mi ci sono voluti anni per capire che c’erano forme moderne di poesia, scritta da diversi tipi di persone, che erano importanti per la vita di fine ventesimo secolo. Ora, come Leaky Boot Press, pubblico poesia e ho scoperto il lavoro di molti poeti meravigliosi. Tra questi c’è Tikuli il cui primo libro, Collection of Chaos, ho avuto il privilegio di pubblicare a inizio 2014. Anche se la nostra amicizia è virtuale, principalmente su Facebook, credo d’avere la medesima conoscenza di Tikuli di chiunque non faccia strettamente parte della sua famiglia e delle sue amicizie, a Delhi. È madre di due figli, è gentile, intelligente e scrive bene. È “sopravvissuta” a un matrimonio frustrante conclusosi con la separazione dal marito. Già solo quest’ultimo fatto è sufficiente a differenziarla dalle molte milioni di donne indiane chiuse in matrimoni simili. Tikuli ha avuto il coraggio di fare ciò che era giusto per lei. È questo coraggio, così come la sua preoccupazione per i diritti delle donne, l’esperienza di un matrimonio fallito, l’amore per i figli e le difficoltà della vita in India per una donna nella sua situazione, che dice e rende umanamente vive le poesie di Collection of Chaos. I suoi temi sono universali, il suo linguaggio è spesso emotivo e pieno di incomprensioni. Queste, tuttavia, non sono poesie di autocommiserazione ma di domande, di ricerca della comprensione. In realtà, sono un vero riflesso di Tikuli stessa.

Un quadro toccante quello di James, che già dice tutto. Dice la forza di una poetessa esordiente che prima della poesia è donna. È donna di sangue e lacrime. È donna di battaglia. È donna che non accetta lo status quo e senza armi in mano cambia la sua vita e attraverso la poesia lo dice, lo insegna. Una poesia in alcuni tratti migliorabile, ma che già insegna. Perchè sa parlare dalle sue ferite aperte alle nostre ferite aperte. Che comunque abbiamo, anche se non le vediamo.

Un libro da leggere e rileggere, senza la paura d’essere travolti da una vita vera.

 
 
 

Collection of Chaos by Tikuli is another gift. Anyone who knows me knows that I love books of poetry—of the gifts that make me happy, these are the best. That poems are able to make a person happy is a strange thing, I know, but it’s true. Whether it’s terrible or cruel, sweet or caressing, there is happiness in reading poetry. Poems do not necessarily have happiness in them, but they know how to give happiness. Poetry is not like a car, a house, a salary, because nothing of these material things remains with us forever. Poetry does. Poetry connects to our mind and our soul. I don’t know whether the soul continues to exist after death—maybe we are nothing but machines of flesh and blood in a world of chaos—but if something of us does continue to exist it will have our memories. The Egyptians took a penny to travel in the Afterlife. We will take our memories and among them the poems that we have written and read.

Collection of Chaos by Tikuli (Leaky Boot Press, 2014, foreword by Kris Saknussemm, cover by Rachel Slade), edited by my english friend James Goddard, is a primitive book of flesh and blood, passion and pain. I asked James, who knows Tikuli better than I do, to tell me something about the poet and her book, here is what he said:

When I was a kid, I wondered what poetry was for. At school we were expected to read and learn about British Victorian poets whose work was cluttered with excess words and seemed irrelevant to my own life and experience. After that, I didn’t read poetry for a long time, because there was no pleasure in it—or so I thought. It took me years to realise that there were modern forms of poetry, written by all kinds of people, that were relevant to late twentieth century life. Now, as Leaky Boot Press, I publish poetry and have discovered the work of many wonderful poets. Among these is Tikuli, whose first book, Collection of Chaos, I was privileged to publish early in 2014. Although our friendship is virtual—mostly via Facebook, I guess I know Tikuli as well as anyone outside her circle of family and friends in Delhi knows her. She’s the mother of two sons, is well educated, intelligent and writes well. She has also ‘survived’ an unsatisfactory and emotionally troubled marriage by separating from her husband. This last fact alone is sufficient to differentiate her from the many millions of Indian women in similar bad marriages. Tikuli had the courage to do what was right for her. It is this courage, as well as her concern for the rights of women, her experience of a bad marriage, her love for her sons and the difficulties of life in India for a woman in her situation, that informs and humanises the poems in Collection of Chaos. Her themes are universal, her language often emotional and full of understanding. These, however, are not poems of self-pity, but of questioning, of trying to understand. In fact, they are a true reflection of Tikuli herself.

This picture of the poet, tells us what we need to know. James says the strength of Tikuli is that she is first a woman, and then a poet. She is a woman of blood and tears. She is a woman of courage who has had to fight for her place in the world. She is a woman who refused to accept the status quo, and used her own abilities as a poet to change her life and to teach others. Not all of these poems are perfect, but that is a lesson in itself, they are a reflection of her open emotional wounds that speak to our open wounds. She gives us that much and it is a great gift.

Collection of Chaos is a book to read and reread, without fear of being overwhelmed by real life.

 
 
 
 
 
 
Guardò la folla con occhi vuoti.
 
Legata per cinque ore all’albero
il sangue le colava in flusso costante,
una lacrima le rigava le guance,
i brandelli rimanenti dei vestiti
a malapena le coprivano il telaio
sfasciato.
 
Il sole accoltellato in cielo assomigliava
al colore del suo sangue.
 
Guardò tristemente suo figlio adolescente,
la folla vociferava
con il marito che aveva amato.
 
La folla isterica era impaziente
“Uccidete la cagna”
“Datele una lezione”
Urlavano.
 
Altre urla, insulti, accuse.
Il loro disprezzo la bruciava
di vergogna e di paura.
 
Un accecante colpo doloroso
attraversò la sua testa.
Una pietra le colpì la fronte.
Lei trasalì e rabbrividì
ma ubriaca di dolore,
di male e di dolore.
Il sangue dalla ferita
gocciolò sul mucchio delle
pietre vicino i suoi piedi.
 
La folla divenne una sfocatura.
 
Il cuore e il corpo le dolevano.
Il suo respiro rallentò.
I suoi occhi chiusi per sempre,
sollevandola dalla miseria
dell’essere una donna.
 
La polizia
come una spettatrice muta
contemplò la “giustizia della folla”.
Il suo presunto crimine? – l’infedeltà.
Il suo silenzio dimostrava la sua colpa.
La sua punizione – una lapidazione a morte.

 
 
 
 

She watched the mob with vacant eyes.
 
Tied for five hours to the tree
blood trickled in a steady flow
down her tear streaked cheeks,
the tattered remains of clothes
hardly covered her broken frame.
 
The sun stabbed sky resembled
the colour of her blood.
 
She glanced sadly at her teenage son,
heading the mob
with the husband she had loved
 
The hysterical crowd was impatient
“Kill the bitch”
“Teach her a lesson”
They yelled.
 
More shouts, abuse, accusations.
Their contempt burned her
with shame and fear.
 
Blinding pain shot
Through her head.
A rock hit her forehead.
She winced and shuddered
but drank in the pain,
hurt and sorrow.
Blood from the gash
dripped on the pile of
stones near her feet.
 
The mob became a blur.
 
Her heart and body ached.
Her breathing slowed.
Her eyes closed forever,
relieving her of the misery
of being a woman.
 
The police
like mute spectators
watched the ‘mob justice.’
Her supposed crime?—infidelity.
Her silence proving her guilt.
Her punishment—to be stoned till dead.

 
 
 
 

Il ragazzino si trova da solo
sulle rive del Gange,
la sua testa rasata e pulita
come il cielo sopra di lui.
Occhi umidi pieni d’aspettative
guardano intorno tra alberi e parapetti,
tre cumuli di riso stanno su una foglia
in attesa del tocco di un corvo,
la liberazione dell’anima di suo padre.

 
 

The little boy stands alone
On the banks of Ganges,
his head shaved clean
like the sky above.
Moist eyes filled with anticipation
look around at trees and parapets,
three mounds of rice lie on a leaf
Waiting for a crow’s touch,
for deliverance of his father’s soul.

 
 
 
 

La vita
attanagliata in un momento
d’estasi, rapimento, rilassamento
 
I corpi consumati
in una piccola morte e poi
la rinascita
 
I pantaloni, i gemiti, i rantoli
una musica per le orecchie
pulsano, si alzano, scendono, velano
 
Ancora l’ennesimo falso orgasmo
di orchidee schiacciate,
di lenzuola macchiate
 
Lei si gira dall’altra parte
il disgusto la colpisce attraverso
il vuoto che ha dentro
 
Che attrice!
Alba su alba
d’un non essere
 
Il sesso, una costrizione
ripugnante ma ancora sacra
uno strumento per sfamare
le sue quattro bocche affamate
 
Una eco

 
 

A life
gripped in a moment
ecstasy, rapture, release
 
Bodies consumed
a little death and then
rebirth
 
Pants, groans, gasps
music to the ears
throb, rise, fall, curtains
 
Yet another faked orgasm
crushed orchids,
stained sheets
 
She rolls over
disgust shoots through
the emptiness inside
 
What a performer!
Dawn to dawn
non-entity
 
Sex, a compulsion
repulsive yet sacred
a tool to feed
four hungry mouths
 
An echo

 
 
 
 

Gli alberi sono in lutto
c’è uno strano silenzio
una quiete vulnerabile e io
avvolta in una profonda
sensazione di batticuore
ascolto i sussurri
del vento e delle gocce di pioggia
i brividi notturni
con la brezza leggera

 
 

The trees are grieving
there is a strange stillness
a vulnerable stillness and I
enveloped in a deep
heart pounding feeling
listen to the whispers
of the wind and raindrops
the night shivers
with the slightest breeze

 
 
 
 

La fantasia è realtà
la realtà è fantasia
e nel mezzo
c’è il poeta
su una ruota panoramica

 
 

Fantasy is reality
reality is fantasy
and in between
there is a poet
on a Ferris wheel

 
 
 
 

Un fienile abbandonato
le ossa nere degli alberi
sotto la chiarezza del cielo
i corvi siedono a guardare

 
 

Abandoned barn
black tree bones
under a white sky
crows sit watching

 
 
 
 

La notte con tutti suoi desideri
è arrivata.
Stella cadente –
desideri allacciati a un aquilone di neon –
uno scivolare nel buio.

 
 

Night with all its longings
has come.
A shooting star—
wishes tied to a neon kite—
glides through the dark.

 
 
 
 

Le mie poesie per te
sono navi ubriache
ormeggiate alla riva
osservandosi le ombre

 
 

My poems for you —
drunken boats
tied to the shore
watching their own shadows

 
 
 
 

Tu sfondi
trasformi
tu allarghi
e poi
è una distensione –
 
A volte
 
tu raggiungi il punto
della combustione
ma poi
Nulla
non è ancora il momento

 
 

You break
you change
you expand
and then
there is a release—
 
Sometimes
 
You reach the point
of combustion
and then
Nothing—
you wait
it is not yet time

 
 
 
 

Un fiume di parole
scorre attraverso
dove i silenzi s’amalgamano
resto incantata dalle acque

 
 

A river of words
runs through
where our silences merge
I am haunted by waters

 
 
 
 

Hai spogliato me delle mie parole
mi hai dipanata con calma
sfilacciata per bene suppongo
hai afferrato il filo principale
e l’hai tirato
non c’era un solo nodo
l’intreccio era perfetto
di silenzio e di parole
ma come facevi a saperlo?

 
 

You stripped me of my words
unravelled them quietly
pulled a good seam I guess
Took the braid of thread
and walked away
there wasn’t a single knot
a perfect weave
of silence and words
but how would you know

 
 
 
 

Sepolte
le parole
legate in mucchi ordinati
un nastro la tenebra

 
 

Laid to rest—
Words
Tied in neat bundles
Darkness a ribbon

 
 
 
 
 
 

Qui una lettura, qualche giorno fa, delle poesie di Tikuli in Italia, a cura di Rachel Slade:
 
Here is a recent reading of Tikuli’s poems, given in Italy by Rachel Slade:
 
 

 
 
 
 

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