Trieste e una donna

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Perchè i poeti si dicono «bravo
hai letto bene» e si magnificano
di un’anatomia assente? Ma
in fondo anch’io sorrido di un
sorriso in bella calligrafia – manca
il tuo sorriso, qui – di circostanza
e penso il tuo posto accanto a me
che mi guarda come un vuoto.






Tu non sei venuta ma i poeti
hanno letto lo stesso. Una donna
non più giovanissima ha mostrato
con generosità le sue forme
più lontane, quasi da Kundera, uno
mi ha spiegato che il retro d’un libro
si chiama quarta di copertina, un
altro ha letto Porta, la sua capriola,
la sabbia nella stanza, tu non ci sei.






Il riscaldamento è acceso, le persone
spente. Forse basterebbe ascoltare
un poco la radio per sentire
la voce di Dio – se è vero che viene
da lontano -, oppure sciogliere le
tende oltre il pudore che le chiude.
Resterebbe un mito, un’idea,
un uomo che parla ad una donna.






Ho messo la tua foto accanto
a un quadro, un fiore disegnato
che non vuole dire nulla o forse
è un materno segno primordiale
che ignoro. E ho messo sul tavolo
le tue dita, i tuoi odori, bene in
fila, i pochi gesti, i resti dei vestiti.
Ho pensato così di trattenerti.






Adesso che mi è lucido il tuo addio,
la busta della spesa, la frangetta
che non conosco, il sole di
dicembre, lo squillo del telefono
che dopo stacco, l’obelisco o la
fontana di Trieste che non
ricordo, ora tutto è un restare
in te come gli uomini alla storia.









 
 
 
 
ilcoloredellacqua
 
 
 
 
 
 
 
 

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4 thoughts on “Trieste e una donna

  1. Ah, le frangette… sempre lode alle frangette, perché sono segni per la memoria. 🙂

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    1. Ma no in questo caso no sai… Questa è una frangetta non vista, o forse vista da altri. E per il suo essere non vista questa frangetta (non vista e nemmeno immaginata, non riesco infatti a figurarmela) non è memoria ma assenza, distanza. Metti queste due cose insieme, aggiungici il silenzio, e hai l’addio che questa frangetta simbolizza. Mi viene quasi in mente, per ripetermi, il gesto immortale di Kundera, quel gettare la mano all’aria per salutare gli altri. O mi viene in mente, sempre un altro gesto, l’antico friulano modo di mettersi lo scialle . Queste sono memorie, non questa frangetta. Che ormai è distacco, e resa.

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  2. ti ringrazio peer avermi lasciato i link su V.R, così ho avuto modo di approfondire meglio la tua scrittura cosa giovane e vera.
    bello l’accenno a Kundera, l’ho appena riletto tutto.
    Grazie ciao

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    1. Io sto leggendo l’ultimo di Kundera, che a dir la verità non mi sta molto entusiasmando – nonostante io sia un suo appassionatissimo

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