CLARA – Jean Turco

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Donne in una donna

 

 

Clara di Jean Turco è un progetto che ho visto in mostra allo Speziale di Villa Dolfin a Porcia (Pn), dentro il Festival Notturni in villa. Un progetto che ho trovato eccezionale, immenso. Un progetto semplice, poeticamente essenziale ma concreto (due termini che definiscono tutta la poesia di oggi). Una sola modella, una sola foto, variazioni cromatiche per cambiarne i significati. Non si tratta di pop art. Non si tratta di una variazione di Warhol. Jean Turco in maniera che definirei soffice coglie le sfumature cromatiche della donna, le sue moltiplicità, i suoi universi.

La mostra ha un titolo particolare, emblematico: Chiaramente donna. Personalmente devo ammettere che apprezzo più il nome Clara che viene citato nel sito del fotografo: www.jeanturco.fr. Clara, un nome che indica una persona reale, una vita. Lei è Clara ed è stupefacente. Perchè entrando nella mostra dello Speziale si entra dentro due file di quadri di una modella tutto sommato carina, non eccezionale, non una modella da copertina. Capelli rossi, volto intelligente ma tutto abbastanza comune, posa quasi quotidiana, che non vuole evocare nulla, sorriso appena appena accennato, quasi inesistente. Una ragazza in posa, solo questo. Ma avvicinandosi, che significa percorrere i vari quadri qui sopra esposti, la modella cambia. O meglio non cambia la modella ma cambia la relazione che si instaura tra il fruitore e la foto. La ragazza, Clara, acquisisce una bellezza via via sempre più imponente, una bellezza sempre più particolare. Il sorriso diventa quasi leonardesco, da Gioconda. La posa rigida, quasi piegata in avanti, inizialmente quotidiana e senza sensualità, acquisisce un pathos indescrivibile. L’immagine prende vita sopratutto negli occhi, sexy da non potersi raccontare.

Ed in questo è tutta la genialità del progetto. Clara è sempre la stessa, Clara è una, è la Clara senza grandi particolarità che si incontra entrando nella mostra. Ma Clara è anche tutte le donne che Jean Turco, con le variazioni cromatiche, sottolinea. A variazione corrisponde una differente caratteristica, uno sguardo, un movimento della bocca, una posa dei capelli, che dicono differenti particolarità di Clara. Di tutte le Clara che Clara è. E non si finisce mai di notare qualcosa di nuovo. Qualcosa che il fotografo riesce a sottolineare ogni volta che si guardano le foto. La prima, la seconda, la terza, la ventesima volta e l’immagine svela qualcosa di nuovo. Qualcosa che era già lì ma non immediatamente visibile. Qualcosa che sempre di più affascina e fa innamorare.

Un progetto enorme, questo di Jean Turco, capace di affondare le mani dentro la carne e lo spirito della donna portandoli tutti sul suo volto con una delicatezza indescrivibile. Con uno studio sorprendente. Creando un vero e proprio atto di conoscenza.

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