Il Condominio ne Il Gazzettino Nuovo

Una recensione di Federico Migliorati ne Il Gazzettino Nuovo del 10 settembre 2020

Condominio S.I.M. è il titolo della recente pubblicazione edita da Stampa2009 nella linea “La Collana” (108 pagine, euro 14)  di cui è autore Alessandro Canzian, bravo e vivace editore che sempre più spesso abita con felici risultati anche il mondo della poesia. Viatico importante per l’intellettuale friulano è la preziosa prefazione di Maurizio Cucchi, sigillo ideale per introdurre uno spaccato di casi e vicissitudini quotidiani del condominio in oggetto: l’acronimo che appare nel titolo sta per Società Immobiliare Maniaghese, ma poco importa il nome o il luogo, per quanto reali. Canzian, con questo agile volume, vuole mettere in scena quasi come in una serie rapida di fotogrammi le immagini di donne e uomini causalmente residenti nello stesso palazzo, dalle vite potremmo dire anonime se non fosse per quel guizzo, quello scarto in avanti (verso il vuoto o l’annullamento di sé, per esempio) che ci attirano. Esistenze semplici, ma non scontate, ove il relativo e l’assoluto finiscono sovente per coincidere e che Cucchi, con la solita arguzia, non esita ad accomunare ad alcuni protagonisti delle opere del riminese Elio Pagliarani, notevole figura della Neoavanguardia del Gruppo ’63. Pulito nello stile e nel linguaggio Canzian narra le storie di 8 personaggi proposti in sequenza poematica, inquilini del Condominio S.I.M., con le loro paure e i loro ardori, chiusi in solitudini angoscianti, alcuni dai tratti identitari appena accennati, “formelle” che si comprendono solo nella loro interezza. Donne acculturate e piacenti ma che sanno quanto la distanza degli anni sia “come una ortica” o tese a vivere, in un vortice narcisistico, come poesia in divenire; uomini incapaci di contenersi nei loro vizi, effimeri scorci (“non siamo fatti per restare”, e del resto “è inutile attendere l’attesa”) destinati al  baratro (“ogni passo è una caduta”) o invischiati in una sorta di pernicioso masochismo (“cercava come avesse bisogno del suo male”) mentre altri chiedono scusa “senza mai riuscire a farlo” e diventa d’uopo, allora, gettare via quella paludata concezione della vita, troppe “serietà e posatezza” che non servono. L’anziano e la straniera, l’alcolizzato e l’irreprensibile conquistatore “completano” il mosaico di volti del Condominio S.I.M. nel quale appare in evidenza una sorta di incomunicabilità, un mondo piccolo che è proiezione di ansie, frustrazioni, innamoramenti, solitudini che non invecchiano, palpiti ritmati della quotidianità. Un affresco del vivere nel quale i dettagli assurgono spesso a pietre d’inciampo, ad angolature che l’autore vuole portarci alla sua attenzione: attimi, mondi, situazioni così fortemente vicini a quelli di ciascuno di noi.

Federico Migliorati

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