La cecità e la visione

 
 

Oggi è la Giornata Mondiale della Poesia e mi devo confessare particolarmente soddisfatto. L’evento online Poetry Wall – letture virali è stato un successo enorme con centinaia di condivisioni, di interazioni nei social, e con oltre duemila visite solo oggi in Laboratori Poesia dove è ospitato il progetto (Poetry Wall 1/2 e Poetry Wall 2/2). E sono anche particolarmente soddisfatto della continuazione di questa amicizia, sodalizio, tra la Samuele Editore e I Quaderni del Bardo e Pietre Vive Editore. Tre realtà forti, impegnate, diverse ma che in questi ultimi mesi hanno saputo mettere insieme le forze per un progetto culturale vivo e ampio.

Perché oggi e sempre di più avremo bisogno di progetti culturali seri e utili, tesi all’altro, alla vitalità di una realtà che dovrà entrare anche in ambiti prima impensabili (ad esempio la finanza) per trarre nuova linfa e cogliere le inevitabili opportunità che emergono dai momenti di crisi, come questo che viviamo. Le opportunità sono come lucciole, ma le vedi solo quando il buio è più nero e fondo.

In questa direzione, ad esempio, il progetto partito una settimana fa che prevede l’omaggio di 50 libri della Samuele Editore per aiutare le persone a superare il momento di isolamento (qui il progetto).

Adesso che la giornata si chiude voglio fare una cosa che solitamente non si fa. Un Editore sceglie, lavora coi poeti, pubblica libri e li propone nella misura del possibile. Ma inevitabilmente l’Editore si contamina con i poeti e i poeti si contaminano con l’Editore in un pezzo di vita che si fa assieme, un tratto di strada che si percorre nella medesima direzione nel bene e nel male, nell’entusiasmo e nella stanchezza, con alcune bellissime amicizie che si creano e con piccole grandi delusioni. Motivo per cui stasera voglio smettere i panni dell’Editore e in questo mio spazio privato lasciare qualche verso improvvisato (non limato, non studiato) dedicato ad alcuni autori della Samuele Editore con cui ho condiviso piccoli pezzi di tempo.

Ho voluto ricordare istanti, esperienze, fatte assieme. Dialoghi, dei caffè al bar, momenti di editing di fronte al lago, un evento in un parco. La peculiarità che mi sono imposto è stata però una: in ogni testo ho inserito uno o due versi dell’autore, dal libro (o dai libri) pubblicati con me (le parti in corsivo). Versi che ho amato, che mi hanno detto e lasciato qualcosa.

Perché contaminarsi con gli altri esseri umani è ricevere e dare qualcosa alla vita dell’altro, e alla propria. Un qualcosa che resta e arricchisce. Questo, oggi 21 marzo 2020, è il mio ringraziamento ai poeti della Samuele Editore per avermi arricchito.

Alessandro Canzian

 
 
 
 
Ad Alberto Toni
 
Secca la trota sannita
nel torrente luziano. A
Venezia nel bar raccontando
i malanni, la moglie
sempre attenta, il caffè.
Dal buio degli androni
le scale della resistenza
.
Vivere è perdere se stessi.
 
 
 
 
 
 
A Lucianna Argentino
 
Nel pianto la strada, la storia.
Come correndo un figlio,
la pianta. Un camion
in autostrada passando
simile a un ricordo, una febbre
la cecità e la visione -.
Restiamo, comunque. A
tanto ci costringe l’amore.
 
 
 
 
 
 
A Federico Rossignoli
 
Stranieri, eppure amici.
Certo è dovere di un’ape
cercare fra mille corolle
la stessa bellezza che sempre
mite poi muore nel miele.

Come fossimo il miele, la
morte dosata, curata. Un
giorno lontano a Torino.
 
 
 
 
 
 
A Gabriella Musetti
 
Chiusa, una stasi nel letto,
l’orma il ricordo. Il tempo
non passa che tutto
è compresente, identità
tra ossigeno e lenzuola.
Sulla malattia si sono scritte
infinite pagine
. Più della vita.
 
 
 
 
 
 
A Ilaria Boffa
 
La formula enigmatica dei
capelli, ordinati. A Porcia
sulle spalle del lago lo sguardo
sottile, ampio. C’è splendore
nella solitudine e il
disorientamento è un suono
.
Da dove vieni tu?
Veramente, non lo so ancora.
 
 
 
 
 
 
A Rachel Slade
 
Fummo. Ciò che resta.
Respirare non basta
nemmeno tra i fianchi e le
caviglie, di grandine. Il
sesso era una clementina
,
un segno, m’opposi io. Barcis
era bella come qualcosa
che non basta.
 
 
 
 
 
 
A Federico Rossignoli. 2
 
Un Federico senza una Teodora
scherziamo piano sorridendo
solo qualche giorno. Come
a Torino la ragazza con il seno
grande e le bevute
parlando di Dio e l’errore.
Due dita umide non basteranno.
 
 
 
 
 
 
A Maria Milena Priviero
 
Riponi la penna, vivere
è molto molto avere amato
nonostante il tempo, l’uomo.
Come un ramo lacerato dal
vento avere una ferita
esposta, semmai un giorno
si saldasse
. Anche l’attesa
è un’eleganza, una pena.
 
 
 
 
 
 
A Matteo Piergigli
 
Da ragazzo la caduta, tutto
è una sedia che si sposta, una
mensola, un tavolo da lavoro
dove decenni dopo Anna e
Serena e Olga e Federica
ci avrebbero fatto l’amore
con la furia dei polmoni
e la vita troppo stretta.
 
 
 
 
 
 
A Laura De Beni
 
Le misure non bastano.
Me ne sarei accorto anni
dopo un’amicizia
appena sfiorata, un passo
tutti insieme a Ovaro.
Desiderare è scomodo,
somiglia al viaggio
col sacco a pelo, in spalla
.
 
 
 
 
 
 
A Gianni Moroldo
 
La storia romanzata
e compita d’una donna
amata. Quasi non ci credo
a contarne le rughe, il
sorriso antico e sconosciuto
come una montagna.
E ogni ora
è la felicità del primo incontro
.
 
 
 
 
 
 
A Silvio Ornella
 
Un Friuli in tasca, tra
le crepe spaccate delle mani.
Vivere si deve, anche
se non ha più senso – e
in effetti quale dovrebbe? -.
Ricorda, si piange solo quando
non si è più, o si nasce
.
 
 
 
 
 
 
A Rachel Slade .2
 
Il silenzio ha segni sconosciuti,
movimenti altri, fratture.
Benzoni, Sereni, Eluard
disperato come polvere.
Me lo mostrerai
il corpo buio della cecità?

Ma non c’è visione senza cecità.
Vivere è spezzarsi.
 
 
 
 
 
 
A Patrick Williamson
 
L’eleganza del passo, gli
occhiali per misurare le
distanze, da trattenere,
un cenno. La vita
è una barca affollata
.
Come Elisabetta quando
esplode grande in un sorriso.
 
 
 
 
 
 
A Luigi Oldani
 
Nel parco di Mestre in
bianco, camminando. Non
fosse per l’abisso d’avere
vissuto invano, cito.
È sempre pomeriggio:
tuo rosario
. L’abbraccio
ha secoli differenti.
 
 
 
 
 
 
A Flaminia Cruciani
 
L’idea che scavando si possa
trovare tutto, dove è niente. Il
vuoto è pieno, è osso di femore
fratturato, quante parole fa?
L’amore non l’ho mai visto.
L’attesa è desiderio incarnato
vertigine invisibile al passato
.
 
 
 
 
 
 
Ad Annalisa Ciampalini
 
Firenze è una rugiada
fredda che non ti lascia
e non ti raccoglie. A volte
basta allontanarsi dall’origine
per scompigliare i disegni
.
Accorte le dita sulla tavola
a evitare Dio, la vita
nel grigio che ci aspetta.
 
 
 
 
 
 
A Marco Amore
 
Usciti appena in macchina
la strada inginocchiata.
L’acqua scorre dai tetti
ai canali di scolo
in un confluire d’altra acqua
.
Dammi cinque euro!
Costa così poco la vita?
 
 
 
 
 
 
A Erminio Alberti
 
La linea diritta e pulita
della mano nella mano. Poi
Trieste, la foto di Claudia
placida. Cosa dirti non seppi
e ti lasciai correre così
. Alcuni
meritano l’amore, così,
come un mare visto da vicino.