Un’anteprima del Condominio su Laboratori Poesia

 

 

l condominio S.I.M., ultima fatica poetica di Alessandro Canzian, è una silloge basata su un condominio realmente esistente. Tuttavia i personaggi protagonisti della raccolta, gli abitanti del condominio, non sono reali, ma traggono vita dall’immaginazione e da alcuni dati reali percepiti dall’Autore stesso. Attraverso le pareti. Attraverso rumori, gemiti, passi, urla, lamenti. Sebbene la vita condominiale, per chi la vive, possa essere uno strambo risultato di convivenza indiretta fra condomini spesso agli antipodi, spesso perfetti sconosciuti tra loro, vero è che anche l’estraneità riesce a generare un terreno fertile per la conoscenza dell’altro, al di là delle pareti: al di là di ogni porta, nient’altro che il modo in cui si può conoscere. Una conoscenza un po’ alla cieca permette di vedere meglio cos’è quella persona, cos’ha subito e quali sono le sue abitudini? La risposta è positiva, almeno se restiamo all’interno della premurosa stanza che è l’immaginazione. Ma l’immaginazione può rivestire tale ruolo solo se contornata da un pensiero più radicale (Non conosco la ragazza/ di nome Olga, però la penso). Percepire.

Il tratto distintivo della raccolta in questione è certamente da individuare nella sua struttura, ben edificata in cinque anni di lavoro, che prevede all’incirca otto testi per quasi tutti gli otto condomini che lo abitano (Olga, Carlo, Anna, Giulia, Silvio, Alberto, Alina, Aldo). L’abilità dell’autore, in tale direzione, mi è sembrata coincidere, seppur in maniera ovviamente parallela (dato che si tratta pur sempre di poesia), con la funzionalità che ricopre il narratore di prosa. C’è un modo di intrecciare storie sospese che cattura, fin nelle fessure. Incastonato in ogni storia, poi, c’è molto di più. Si arriva a scavare dentro il vuoto, pur di reperire qualcosa di concretamente tangibile, di contro a tutto ciò che appare esserlo in questa distanza instaurata dalle pareti e dall’ignorarsi a vicenda, oltre il tappetino che divide/ il tessuto molle dalla vita.

Elementi di un percorso (pre)detto già in Canzoniere inutile (Samuele Editore, 2010) di Alessandro Canzian; di seguito le parole di Elio Pecora, dalla prefazione: “se pure in questa raccolta di versi tutto appare inadeguato al desiderio che perpetra le sue attese; anche se la memoria si strema di eventi minimi, per oggetti consunti, laceri; e la vita intera assomiglia a un esilio – la voce che qui si pronuncia continua a porsi domande, a tentare risposte”.

Vernalda Di Tanna

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