Un’intervista su Zest Letteratura

 
 

La poesia è una passione, una fonte di continua ispirazione e cos’altro per Alessandro Canzian?

La poesia è sicuramente una passione e più in generale una fonte di ispirazione. Questo nonostante la poesia sia essa stessa un prodotto dell’ispirazione. E di tanto lavoro. Un lavoro che va svolto sulla parola quanto sulla vita. Bisogna leggere e studiare molto per padroneggiare lo strumento parola. Poi bisogna vivere e analizzare il proprio vissuto e quello di chi ci sta attorno per trovare qualcosa di significativo da dire. perché senza qualcosa di importante da trasmettere cadiamo nella casistica del rumore di fondo che è diventata la musica nei supermercati, nei non-luoghi. La poesia è in effetti un non-luogo capace però di diventare luogo altro. Sintesi densa del mondo in cui si vive. E suo filtro interpretativo. Per me la poesia è come quegli occhiali a raggi x che una volta vendevano nei giornaletti che mandavano a casa (se mai hanno funzionato, non lo so). Uno schermo artificiale utile a vedere e a prendere atto della nudità delle cose.

 

Quali sono i tuoi riferimenti letterario-poetici e quali quelli che ti hanno formato?

La prima cosa a cui mi sono poeticamente legato, per formazione, non è stata la poesia ma certa parte di narrativa. Primo fra tutti Edgar Allan Poe. Quando poi mi sono avvicinato alle letture di poesia devo ammettere d’aver amato Petrarca, Tasso, Pascoli, Eluard, Luzi. Per molto tempo mi sono soffermato sulle varie declinazioni dell’ermetismo quanto sui vociani. Per poi approdare a Ferruccio Benzoni che a tutt’oggi considero una straordinaria lettura di poesia. Per quanto riguarda i riferimenti letterario-poetici devo fare un poco appello a quello straordinario titolo luziano che è Dottrina dell’estremo principiante per dire che tali riferimento continuano a evolvere, a scoprire nuovi approdi. A essere appunto sempre principio. Da Zagajewski al Ruffilli di Piccola colazione e Diario di Normandia, da Ida Vallerugo di Maa Onda all’Ivano Ferrari di Macello e La morte moglie eccetera eccetera eccetera.

 
 
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