da La Lettura del 14 agosto su “Il colore dell’acqua”

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Una tagliente dolcezza
Franco Manzoni

 

Un diario intimo, passionale, eracliteo, per elaborare la fine di un amore. Mentre tutto scorre cieco sopra gli eventi umani nel connubio di presenze e vuoti da colmare. Così Alessandro Canzian cerca la dimensione dell’infinito nella silloge Il colote dell’acqua (Samuele, pp. 76, € 12). Nato nel 1977, l’autore, che vive a Maniago (Pordenone), usa un lessico di tagliente dolcezza per placare il dolore e indirizzare il pensiero verso una possibile eternità.

 
 
 
 

Un po’ di storia de Il colore dell’acqua

 

Alcune riflessioni sparse

 
 
 
 

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