Poesia è Verità

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Tra pochi giorni a Maniago aprirò, o meglio apriremo, il primo Corso di Lettura e Scrittura poetica della Samuele Editore. Ho pensato quindi di fare un po’ il punto della situazione per chiarire alcuni elementi che intendo portare a questo Corso, cercando di capire qual è il percorso migliore per iniziare a focalizzare questa grande cosa che è la Poesia.

Ma cos’è quindi la Poesia? La risposta a mio avviso ipotizzabile è la seguente: è uno strumento di comunicazione. È nella sua natura dire qualcosa, per cui è a tutti gli effetti un linguaggio. In questo ha le sue regole, le sue possibilità. Mi verrebbe anche da suggerire che la Poesia, come comunemente è intesa, in realtà non esiste. Siamo talmente legati al concetto della parola scritta da dimenticare che quest’ultima è solo l’ultimo tassello di un mosaico che non coincide con la Poesia, ma la trova a monte. La Poesia è il quid che muove lo scultore, il pittore, lo scrittore, ma anche l’uomo innamorato che cerca di trovare parole belle per la sua compagna. La Poesia nella sua essenza è una percezione ampliata delle cose. La parola scritta poi arriva a finalizzare quella percezione ampliata a un determinato obiettivo.

In quest’ultima parte si inserisce la parola scritta, che è appunto un linguaggio. Se dovessi fare un paragone direi che la Poesia è la capacità di pensare degli uomini, la sua espressione scritta è la lingua che usano (italiano, inglese, francese, arabo, eccetera eccetera eccetera). La parola scritta ho detto che finalizza la Poesia a qualcosa, in questo aggiungerei che va compresa bene e a fondo un’altra realtà: non esiste una poesia (intesa questa volta come espressione scritta), ma tante poesie. Ci sono diverse posizioni in merito: c’è chi propende per la definizione di una voce riconoscibile indicando in questa riconoscibilità la pienezza della Poesia, c’è chi punta ad esprimere una condizione umana/emozionale e/o sentimentale il più nettamente possibile indicando in questo l’occasione di una convergenza umana, c’è anche chi punta a dire qualcosa, a dare un barlume di saggezza.

La Poesia storicamente ha assunto una miriade di forme e si è evoluta e ha cambiato strade dimostrando appunto che non esiste una espressione poetica. Anche il periodo storico, l’occasione geografica, spesso il contesto socio-politico la modificano. Esistono infinite possibilità sulla base di infinite variabili e coincidenze. Ma ovviamente si arriva a un punto morto, o meglio fermo: cosa può essere definito Poesia? Perchè il rischio è che tutto lo diventi.

Giocoforza ci sono delle caratteristiche irrinunciabili per riconoscerla. A monte ci deve essere un’esperienza, un’occasione di vita che dia modo di aumentare la propria percezione. C’è la capacità di ampliare la propria percezione. Poi c’è la capacità di esprimersi in un certo modo e soprattutto la capacità di scegliere cosa va detto. Perchè non tutto è utile/interessante/leggibile. Se tutte le persone scrivessero o dicessero le proprie emozioni avremmo una deflagrazione di banalità che ci farebbe vergognare d’essere uomini. Perchè in effetti la nostra esistenza è basata sull’inconscia arroganza che siamo unici, irripetibili (ci mettiamo anche un Dio in mezzo che ce lo dice), ma non è così. Io italiano quanto il francese quanto l’arabo quanto il giapponese mangiamo, dormiamo, andiamo in bagno, ci innamoriamo seguendo un programma universale e ripetuto all’infinito. Tutti noi cerchiamo qualcuno da sposare, una casa, degli amici. Un programma che con minime differenze si ripete da millenni in tutte le parti del mondo. Ma in questo programma a volte emergono esperienze che vanno a intrecciarsi con una mente che è capace di capirne il valore oltre il superficiale. Da questo nasce la Poesia.

Una delle cose che sono convinto siano più fondamentali però è la Verità. La Poesia necessita di Verità. Necessita di capacità di analisi di sé, del mondo, capacità di comprendere umilmente quanto non serve di sé e quanto invece può restare nel tempo. La Verità in Poesia coincide con la domanda: agli altri può interessare/tornare utile questo? Nella sua applicazione ovviamente gli ostacoli sono enormi perchè bisogna fare autocritica, perchè bisogna conoscere il contesto in cui ci si trova, perchè bisogna avere il coraggio di tagliarsi alcune dita perchè le altre lascino realmente un segno.

In ultimo devo dire che bisogna imparare a liberarsi di un luogo comune che purtroppo sento e continuo a sentire: il poeta chiuso nella sua torre d’avorio, la Poesia emarginata e che nessuno vuole. Personalmente non è quanto vedo. Dai grandissimi livelli a quelli bassi l’immagine del poeta isolato appartiene a un mondo che non credo sia nemmeno mai esistito. Eliot era un banchiere e direttore di casa Editrice, Montale per un buon periodo un bibliotecario, gli stessi poeti di oggi sono spesso insegnanti. E spesso sono in prima linea agli eventi. Così come il pensare la poesia emarginata e negletta non corrisponde alla realtà. Ormai si trovano poesia e poeti ovunque, anche troppo. Certo in libreria lo scaffale è minuscolo, ma tutto il resto ha inglobato e fagocitato ogni occasione possibile. Edizioni ce ne sono a migliaia ogni anno. Eventi ancor di più. I premi non si contano tanto che pare sia divenuto un must per Comuni e Associazioni l’aprire un Premio di Poesia. Infine basta andare in un qualunque social media per rendersi conto che tutti tentano di scrivere in versi (purtroppo, e questo resta sempre valido, dimenticando di leggere versi, non a caso il Corso avrà molte ore dedicate alla lettura degli autori novecenteschi).

Che poi il 98% di tutto questo florilegio di parole andate a capo sia noioso e inutile è altrettanto sotto agli occhi di tutti. E questo perchè, come ho cercato di dire fino ad ora, Poesia è scegliere cosa dire e come dirlo. Ed è questa scelta che va coadiuvata con l’ispirazione e la capacità tecnica di espressione al fine di lasciare al lettore non solo una poesia, ma un motivo per leggere quella poesia. Fino ai livelli più alti ed espansi dove la percezione ampliata del poeta e la sua scelta delle cose da dire coincidono con il genere umano. Con il suo Perchè?

 
 
 
 
 
 

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