PUB – BLI – CA – RE

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Qualche giorno fa ero a Milano e parlavo con un giornalista di Editoria, di Libri, di Poesia e Recensioni. La cosa che ho trovato interessante è stata la parte del discorso che rifletteva sull’Editoria (rigorosamente di Poesia) che si appoggia al contributo autoriale. Giustamente l’osservazione del mio amico era con un Editore che prende soldi dall’autore c’è sempre il dubbio che faccia libri solo per fare cassa. Lì per lì mi è venuta una risposta che voglio riproporre: ok, ma anche Mondadori fa uscire un sacco di libri, per cosa? Per fare cassa in fondo. E in effetti la questione più spinosa per gli autori non è tanto la pubblicazione quanto la paura di essere imbrogliati dall’Editore di turno.

E allora voglio dare due o tre spiegazioni per definire cosa vuol dire pubblicare un libro, soprattutto a due giorni da un cambiamento storico della Casa Editrice che dirigo (la Samuele Editore) che il prossimo anno, a Dio piacendo, eliminerà totalmente il contributo autoriale dalla Poesia (dalla Prosa era già così). A Dio piacendo perchè tutto dipenderà dalla buona riuscita del primissimo progetto, quello di avvio, quello che senza mezzi termini promette di essere un cambiamento radicale nel modo di pubblicare i libri.

Ma cosa vuol dire pubblicare un libro? Vuol dire darne alle stampe un certo quantitativo e promuoverlo. Da qui non si scappa. Eppure l’esperienza mi insegna che questo non è assolutamente scontato per gli autori. Ci sono molti editori (uso volontariamente la e minuscola) che pubblicano Poesia e Prosa a pagamento. Pubblicano 200 libri l’anno, fanno un sacco di soldi su chi ci casca. Questa però non è Editoria (uso volontariamente la E maiuscola). Non è Editoria nemmeno quando questo presunto editore assume (perchè a quel punto se lo può permettere) una brava e magari bella fanciulla perchè porti i libri nelle varie librerie (cosa che mette in assoluto imbarazzo la brava e bella fanciulla perchè i librai, di fronte alla sovraproduzione scadente di questo editore, storcono il naso e rifiutano). Questa operazione è sostanzialmente un fumo negli occhi e di queste se ne vedono molte e in svariate forme. Il principio di base resta questo: un editore che stampa 200 libri l’anno non potrà seguirli (leggi non vorrà), così come pare poco credibile che abbia trovato 200 bravi autori.

Ci sono poi editori (continuo volontariamente a usare la e piccola) che invece non fanno pagare nulla all’autore ma nemmeno danno nulla (ne conosco uno che in faccia mi ha detto che è da 30 anni editore, poi conosco un autore che ha pubblicato con lui recentemente e mi ha detto che per accordo sa che deve arrangiarsi da solo in tutto, dulcis in fundo alla presentazione che io stesso gli ho fatto non aveva nemmeno copie in mano perchè l’editore non ne aveva). Nemmeno questa, credibilmente, è Editoria. Perchè quando il succitato editore ha proposto di pubblicare gratis in realtà si è impegnato per la sola stampa di 50 copie, 30 delle quali ovviamente comprate dall’autore. E nessuna promozione. L’editore poi ci guadagna in tutte le vendite che l’autore deve arrangiarsi a procurare.

Ci sono poi colleghi che invece ci mettono del loro, fanno un ottimo lavoro ma anche qui dobbiamo capire che non nascono i soldi sugli alberi. Se è Poesia molto probabilmente qualcuno paga e qualcuno no. Se è Prosa o è gratis (e si deve vedere l’Editore che lavora) o è meglio farsi una domanda e darsi una risposta.

Veniamo quindi al nocciolo della questione: cos’è una pubblicazione? Semplicemente è: 1) stampa di un numero definito e sostanzioso di copie in relazione al prodotto (Poesia o Prosa) – 2) promozione dell’edizione attraverso eventi e presentazioni – 3) invio a critici e poeti e giornalisti (nel caso della Poesia) – 4) vendita (nel caso della Prosa) – 5) cura del prestigio e dell’immagine dell’Edizione. Queste sono insomma le regole base per cui si capisce che l’editore che stampa 200 libri l’anno non fa Editoria, così come non la fa l’editore che stampa 50 copie di un libro.

Lunedì la Samuele Editore partirà con un progetto innovativo, che ha radici profonde e antiche nelle dinamiche dell’Editoria, che si basa su una partnership importante e prestigiosa, che mette in gioco tutto il prestigio che negli anni ci siamo guadagnati grazie a scelte mirate, precise (non facciamo più di 10 libri l’anno). Un progetto di cui siamo i primi in Italia ad avvalerci come Casa Editrice nel senso di un processo editoriale integrato. E se avrà successo toglieremo completamente il contributo autoriale e implementeremo la Prosa. Perchè se siamo arrivati fin qui (e permettetemi di parlare con certo orgoglio da Samuele Editore, non più da Alessandro Canzian) usando la dinamica del contributo autoriale, pensate dove possiamo arrivare coi vostri libri senza questo immenso scoglio che è appunto il contributo. E dove possiamo portare voi.

 

Per cui, insomma, fateci gli auguri e seguiteci sul sito della Samuele Editore (qui) oppure leggete la partenza del progetto (qui).

 
 
 
 
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(le immagini sono liberamente tratte dalla rete e hanno il solo scopo di abbellire il presente post)
 
 
 
 
 
 
 
 

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