Sometimes It’s the Birds – Al Rempel

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Un’ottima traduzione di un ottimo testo di un ottimo poeta.
Al Rempel tradotto da Sandro Pecchiari con un testo tratto da Understories (Caitlin Press 2010).

 
 
 
 

Sometimes It’s the Birds
Al Rempel

 
sometimes it’s the birds, sure
sifting through trees like passing thoughts
or singing, but spring comes
more like a rattle of leaves and seeds
freeze-dried on twig-ends
that questions your sense of time –
is winter come again?
if you hold still you can feel
its shiver shudder through,
you catch this just outside
the edge of your hearing
around a corner it comes
and you stop; check the sky
again, check the curve of light
that glances off the snow ribs
like a crescent moon, not sure
whether it’s waxing or waning
except by the way it’s cupped
maybe if you were still enough
or listened close enough, you would hear
which way the sap was flowing
but there is no swell in the bud
no explosion of colour, nor much
sweetness in the air of things
well, it happened this way last year
you say, lost in the flitting
thoughts of a hundred birds

 
 
 
 
A Volte sono gli Uccelli
Al Rempel

 
a volte sono gli uccelli, certo
a rovistare alberi come pensieri in transito
o nel canto, ma la primavera arriva
più come uno scuotersi di foglie e semi
secchi di gelo sulle cime dei ramelli
che mettono in dubbio il tuo senso del tempo –
torna ancora l’inverno?
se resti immobile puoi sentire
il suo brivido tremare,
lo cogli appena fuori
il bordo del tuo ascoltare
dietro un angolo giunge
e ti fermi; ricontrolla il cielo
controlla la curva della luce
che si riflette dalla costa della neve
come una falce di luna, incerto
se crescente o calante
tranne che per il modo in cui si incava
forse se restassi immobile quanto basta
o ascoltassi vicino quanto basta, sentiresti
la direzione del fluire della linfa
ma non c’è alcun rigonfiarsi nelle gemme
nessuna esplosione di colore, né molta
dolcezza nell’aria delle cose
beh, è successo così lo scorso anno
dici, spersa nei pensieri
svolazzanti d’un centinaio d’uccelli
 
 
traduzione Sandro Pecchiari

 
 
 
 
 
 

Al Rempel
 
Dopo la laurea alla University of British Columbia, frequenta dal 2000 la Victoria School of Writing e  inizia a comporre poesie. Pubblica in diverse antologie, tra le quali: The Malahat Review, GRAIN, CV2, Event, 4 Poets, Rocksalt, Half in the Sun, The Forestry Diversity Project, Down in the Valley e nella prestigiosa The Best Canadian Poetry in English, 2011.
Insegnante a Prince George, si è costruito la classica ‘cabin’, tagliata la legna per il caminetto, ha creato un giardino in una terra incolta, ma ora preferisce scrivere nei caffè e veder crescere sua figlia.
– 2003: autore dei chapbooks Sumas Flats (Michael Armstrong’s Roaring Heart Press, 2003) presentato alla Mosquito Books di Prince George nel gennaio del 2003.
– 2004: 4 poets (Mother Tongue Publishing, 2009) con gli scrittori Daniela Elza, Peter Morin e Onjana Yawnghwe. Il libro si propone di presentare poeti emergenti nella letteratura canadese. Include poesie, brutte copie, interviste, brevi biografie assieme a traduzioni in Francese, Tailandese, Bulgaro e Tahltan.( The Tahltan Nation, Stikine Country, BC, Canada).
– 2010: The Picket Fence Diaries (Lipstick Press, 2010), lunga silloge-puzzle ad incastro che osserva principalmente la comunità dei vicini nel loro vivere un singolo momento alla volta. I loro piccoli progetti e grandi sogni sono una metafora della vita in una comunità allargata e tendono a creare una teoria generale della conoscenza per frammenti assolutamente priva di ogni giudizio.
Sui Diari, Arthur Joyce scrive:
(…) la lingua reclama il sacro spazio bianco tra le parole, parlate e scritte. (…) questi poeti riconoscono la relazione profonda tra la terra e la lingua, tra la lingua e la percezione, tra la percezione e la memoria. (…)
Al Rempel usa la lingua della sua gente anche nelle sue accezioni gergali da classi popolari.(…) , il suo lirismo raggiunge altezze che si scontrano con i problemi di un ecosistema compromesso (Go down the River ne è un ottimo esempio) (…) in cui Rempel dimostra che è il poeta e non l’ambientalista che ci fa provare la dolorosa necessità di preservare la naturale bellezza del mondo.
– 2010:  Understories (Caitlin Press, aprile 2010)
Nell’articolo della http://cascadiareview.org/2013/10/28/statement-of-place-al-rempel/ l’autore sottolinea di sentirsi strettamente connesso alla percezione del posto (…). Dentro la musica che fluisce come un fiume è presente una sofferenza che trascina attraverso la cruna dell’ago: queste poesie sono destinazioni (vere, riscontrabili su google maps), destinazioni abitate da persone i cui ritratti sono percepibili quando l’acqua si ferma per un momento.
– 2013: This Isn’t the Apocalypse We Hoped For (Halfmoon Bay, BC ,Caitlin Press, 2013), Print Edition: April 2, 2014
Sempre dall’articolo Statement of place, l’autore sottolinea lo straniamento graduale e la conseguente ansia di non produrre né consumare i prodotti della propria terra ma di importare tutto. La conseguenza è uno sradicamento profondo.
Inoltre, come moltissimi scrittori canadesi, viene fortemente condizionato dalla luce, o dalla mancanza di luce, e dalla oscurità nelle sue diverse sfumature, e dalla molteplice esperienza della neve, in una terra che può essere meravigliosa e trasformarsi improvvisamente in qualcosa di pericolosissimo.
La sensazione di ansia proviene dall’intero libro che sembra apocalittico ma nel senso greco originale di ‘rivelazione’ di un modo di vivere che non è più sostenibile.
Uno dei punti di forza della collezione è l’uso della lingua che è immediatamente comprensibile e riconoscibile.
Harold Rhenisch chiarisce che l’universo di Rempel non è quello di Eliot – quello che non finisce con un’esplosione ma con un piagnucolio. Rempel non piagnucola ma gioisce e festeggia con un tipo di felicità che suona: ‘sono felice, sai? o per lo penso credo di esserlo’.
– Alcune poesie sono diventate sculture come The Sky Canoe e trasformate in videopoesia: http://www.youtube.com/watch?v=AVHNpiMz-Nc), collaborando con artisti quali Phil Morrison (scultore), Steph St Laurent (regista e attore), and Jeremy Stewart (musicista e poeta). La modificazione in video di The Sky Canoe è stata presentata al the Visible Verse festival, 2012.
bibliografia:
Books
• This Isn’t the Apocalypse We Hoped For (Caitlin Press, 2013, ISBN 978-1-927575-08-6)
• understories (Caitlin Press, 2010, ISBN 978-1-894759-41-0)
• The Picket Fence Diaries (Lipstick Press, 2010, ISBN 978-0-9781204-7-4)
Anthologies
• The Best Canadian Poetry, 2011 (Tightrope Books, ISBN 978-1-926639-41-3)
• The Enpipe Line (Creekstone Press, 2012, ISBN 978-0-9783195-6-4)
• 4 Poets (Mother Tongue Publishing, 2009, ISBN 978-1-896949-03-1)
• Rocksalt (Mother Tongue Publishing, 2008, ISBN 978-1-896949-01-7)
• Half in the Sun (Ronsdale Press, 2006, ISBN 978-1-55380-038-5)
• The Forestry Diversification Project (UNBC Press, 2006, ISBN 1-896315-20-8)
• Down in the Valley (Ekstasis Editions, 2004, ISBN 1-894800-59-1)
Awards:
• Prince George Regional Arts & Cultural Award for Poetry, 2012 The Prince George Regional Arts and Culture Awards recognize local artists for excellence in their work and for significant contributions to the arts community.
Sue poesie sono pubblicate nel The Malahat Review, Event, e in molte antologie, tra le quali la prestigiosa The Best Canadian Poetry in English, 2011.
Videografia:
http://www.youtube.com/watch?v=AVHNpiMz-Nc
Sitografia:
http://alrempel.com
http://caitlin-press.com/
http://www.lipstickpress.com/
http://arcpoetry.ca/?p=8014
Laughing Towards Apocalypse: Al Rempel’s This Isn’t the Apocalypse We Hoped For, Thursday, May 29th, 2014
http://ufvcascade.ca/tag/katie-stobbart/
http://cascadiareview.org/2013/10/28/statement-of-place-al-rempel/
ABC World http://www.abcbookworld.com/view_author.php?id=2901
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Sandro Pecchiari
 
Sandro Pecchiari, triestino, si laurea con una tesi sull’opera poetica di Ted Hughes. Poi insegnante e vice-preside di un Istituto Comprensivo della città, ha organizzato i percorsi Chain “Fading Borders?”, Programma della Comunità Europea Comenius Grundvig sulle sovrapposizioni culturali attraverso i secoli nel FVG, Slovenia e Croazia.
Vincitore di alcuni premi letterari, ha partecipato come lettore alla presentazione del poeta Arnold de Vos allo Storico Caffè San Marco di Trieste nel 2011 e ha presentato le opere poetiche di Gabriella Valera Gruber alla Biblioteca di Monfalcone.
Visibile in numerose antologie cartacee e on line, italiane e straniere; un suo scritto è presente nel libro Lettere – a te, Samuele Editore, febbraio 2012. Presente per l’anno 2014 all’International Poetry Festival di New York City sempre con la casa editrice Samuele Editore.
Pubblica Verdi Anni (la sua opera prima), collana Scilla, n. 19, marzo 2012 e la sua seconda raccolta, Le Svelte Radici, collana Scilla, n. 33 con la casa editrice Samuele Editore, Fanna (Pordenone), dicembre 2013.
E’ attualmente impegnato a scrivere le sue poesie in lingua inglese e a tradurre alcuni poeti canadesi contemporanei, tra i quali Al Rempel e Alison Pick.

 
 
 
 
 

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