Elegy to the future poet (2) – Nguyen Chi Trung

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È passato ormai qualche giorno dalla partenza di Chi Trung dall’Italia. Se ne è andato lasciando tre fogli scritti calligraficamente, tre quadri poetici. È la seconda elegia di un’opera che Chi Trung sta scrivendo sugli incontri. Un’opera senza pietà, senza dolcezza. Un’opera che ha il retrogusto di un testamento agli amici. La prima elegia l’ha dedicata all’ottima Zingonia Zingone, poetessa molto brava. La seconda l’ha dedicata a me, in maniera immeritata. E ho cercato di tradurla. Non è semplice. Non parliamo di un discorso poetico ma di un insieme di versi che compongono un’opera enorme, ma restano soli, come il poeta che Chi Trung è. Soli nell’esistenza dove tutto è un non-.

La traduzione probabilmente fa schifo (non è il mio lavoro fare il traduttore) e sicuramente è molto libera, per cui se ci sono suggerimenti sono ben accetti. Resta il tono, il messaggio, della poesia. Non puoi prescindere dal dolore. Anzi, come lui stesso ha detto durante la presentazione pordenonese del suo libro (Venti, Samuele Editore 2014, collana Scilla, prefazione di Zingonia Zingone, postfazione e traduzione di Anna Lombardo) per scrivere bisogna avere il coraggio di soffrire, di imparare dal dolore. Il nichilismo non è nemmeno troppo nascosto, e le parole alla fine non bastano.

Perchè al poeta, contrariamente a quanto si crede comunemente, non bastano le parole. Le parole sono solo il riflesso di una materia di vita necessaria, inevitabile. Che spesso non c’è. E allora le parole cercano di compensarne la mancanza ma non bastano. Serve la vita. La vita vera e carnale, fisica. Serve l’immagine della vita che si può toccare. Serve il suo sorriso. Bisogna percorrere il deserto per acquisire una visione più ampia, per non vendere la propria anima e, se lo fai, almeno non suonare le campane al tramonto. Questa è la ferocia del poeta. La sua verità. Che è anche sesso in un mondo sessuale dove il poeta stesso trattiene il suo desiderio per tentare di chiamarlo amore.

Un’opera impietosa, questa Elegia al futuro poeta, che in chiusa sfoca il suo lascito tra testamento e maledizione. Come è la poesia.

 
 
 
 

Elegia al futuro poeta (2)

Nguyen Chi Trung, 2014

 
 
1.
Tu vieni in un secolo di non-gioia
Non portare con te ciò che è sepolto, per cosa?
Anche se antiche voci riverberano in continuo
esse non bastano a compensare il futuro
 
 
2.
Tu vieni in un secolo di non-fortuna
La disgrazia prenderà posto nella vita
Esiste o non esiste una parola che resta?
Anche se non ci sarà mai un vero amico
 
 
3.
Tu vieni in un secolo di sessualità
Le lussurie della carne sono trattenute per amore
Il nostro pensiero lo dice: la miseria è così grande
Non ci sono lacrime che pretendano un’anima
 
 
4.
Tu vieni in un secolo di non-anima
E inoltre: le parole sono oltre i nostri sensi
E so bene che cadrai comunque nel dolore
Per questo ti ho scritto dei versi consolanti
 
 
5.
Tu vieni in un secolo di non-corpo
Il luogo è troppo freddo, la vita è vuota
La mia visione scorre attraverso sei mondi
E per questo è chiusa, non accettata
 
 
6.
Tu vieni in un secolo di non-casa
Sacrificato alle cose miserabili, non lontane né vicine
Una volta che hai abitato nel deserto
Allora apri gli occhi, hai una visione già più ampia
 
 
7.
Tu vieni in un secolo di non-padri
Sei orfano fin dal tuo primo passo sulla terra
Ovunque tu vada, sei assolutamente indifeso?
Anche dove tu cogli le cose, resti nudo come il nulla
 
 
8.
Tu vieni in un secolo di non-nulla
Vivere o non vivere che importanza ha!
Anche se l’esistenza può essere tirata fuori
Alla fine si riassume in poche frasi
 
 
9.
Tu vieni in un secolo di non-dolore
Allora devi trattenere la tristezza da qualche parte
Se vendi e compri la tua anima
Non suonare le campane nel tramonto
 
 
10.
Tu vieni in un secolo di non-cose
Qualunque cosa accada, è veramente poco
Certo, le promesse ci danno l’inferno del tempo
Tutto ciò che è stato promesso, è detto con parole!
 
 
11.
Tu vieni in un secolo di non-parole
Chi conosce la felicità della vita futura?
Il tempo a venire, non importa come sarà
Senza dolore, cosa sarà dato invece?
 
 
12.
Tu vieni in un secolo di non-qualcosa
Questo è tutto! Irrimediabilmente è l’ultimo congedo
Ora, ora con la scrittura mi arrendo al nulla
Sei tu che nel futuro lo riceverai o meno
 
 
 
 
 

Elegy to the future poet (2)

Nguyen Chi Trung, 2014

 
 
1.
You come in a century of no-joy
Don’t bring with you all what is buried, for what?
Even though old voices are reverberating repeatedly
They are not enough to compensate for the future
 
 
2.
You come in a century of no-luck
The misfortune will take place of life
Is there or is there not a word that lasts?
Though there could not even be a true friend
 
 
3.
You come in a century full of sexus
The lusts of flesch are held for love
Our thinking shows: the misery is already too big
there are no more tears which call for soul
 
 
4.
You come in a century of no-soul
Moreover: words are gone out of senses
I know you will be fallen into grief
Therefore I wrote a consoling word in these verses
 
 
5.
You come in a century of no-body
The area is excessively cold, life is empty
My view flows through six worlds
Therefore it is closed, though not passed by
 
 
6.
You come in a century of no-home
Overstrained with miserable things, not far nor near
Once you have dwelled in the desert
Then you open your eyes, you get a multiple view
 
 
7.
You come in a century of no-father
You are orphaned since the first step on earth
Wherever you go, so without any cover?
Where do you get there too, you remain naked as naught
 
 
8.
You come in a century of no-naught
To live or not to live what does it matter!
Even though the existence can be dragged out
Finally it will be summed up in a few sentences
 
 
9.
You come in a century of no-grief
Then you have last the sadness somewhere
If you sell and buy your soul
Don’t ring the bells al the sunset
 
 
10.
You come in a century of no-thing
Whatever happens, it is really not much
Certainly, the promises give us the hell of a time
All what was promised, is entrusted only in words!
 
 
11.
You come in a century of no-word
Who knows the happiness of a next life?
The coming time, no matter how it will be
Without grief, what can be given instead?
 
 
12.
You come in a century of no-something
That is it! Irrecoverably our final entrance into farewell
Now, now by writing I give myself up to naught
It’s you in next time who will receive or not
 
 
 
 
 
 

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1 thought on “Elegy to the future poet (2) – Nguyen Chi Trung

  1. Cracco Rosanna 13 luglio 2014 — 16:29

    Secolo di non-gioia, sessualità, non-anima, non-corpo, non-casa, non-padri, non-nulla, non-dolore, non-cose, non-parole, non-qualcosa, ma questo arrendersi al nulla, anche della parola, diventa vita che trasmigra nella nostra nudità rivestita di antenne.

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