Sebastian in sogno – Georg Trakl

trakl

Quando si dice che la poesia non ha seguito. A dir la verità è ormai solo un luogo comune ben lontano dall’essere vero. I festival non mancano, i reading nemmeno. Le presentazioni di poesia dopotutto hanno un loro afflusso di gente. Certo non c’è commercio, i libri non si vendono. Ma non si vendono i romanzi, figurati i libri di poesia. Ed ecco allora Adelphi che già da un po’ li regala con l’acquisto di un loro titolo.

Sebastian in sogno di Georg Trakl, autore austriaco di inizio novecento, è un volumetto di poesie oscuro e quasi anonimo, espressionista e con fortissime lacerazioni interiori. È il libro di un ragazzo morto giovane e con una vita travagliata e alquanto discutibile. Ma è anche un libro con una sua ruvida dolcezza, amara, tragica in alcuni passaggi. Ha una sua avida ricerca della luce, che forse è il suo stesso limite, ha una sua nostalgia del passato che a ben leggere ha la chiara intenzione di parlare del presente.

Una poesia del margine, questa di Trakl, di abuso del verso con l’intenzione di fotografare un periodo storico. Un fuoco, che invece di illuminare brucia. Come la guerra che lo stesso Trakl ha vissuto.







Infanzia


Colmo di frutti il sambuco; quieta abitava
l’infanzia
un antro azzurro. Sul sentiero morto,
dove ora bruna fischia l’erba selvatica,
è assorta la ramaglia silenziosa; stormiscono
le fronde,


ed è come acqua azzurra tra le rocce.
Dolce è il pianto del merlo. Un pastore
segue in silenzio il sole che rotola dal colle
autunnale.


Ora un attimo azzurro è solo anima.
Dal bosco un animale di affaccia timido, e
nella valle
posano in pace le campane antiche e i borghi
cupi.


Con nuova devozione tu scopri il senso di
quegli anni oscuri,
algido autunno in stanze solitarie;
e in un azzurro sacro ancora suonano passi
luminosi.


Cigola lieve una finestra aperta; muove al
pianto
la vista del cadente cimitero sulla collina,
ricordo di leggende raccontate; pure talvolta
si rischiara l’anima
nel ripensare a uomini sereni, all’oro cupo
della primavera.






Paesaggio


Settembre, sera; tristemente suonano gli
oscuri richiami dei pastori
attraverso il villaggio che imbruna; nella
fucina sprizzano scintille.
Alto s’impenna un cavallo nero; all’ardore
delle froge purpuree
si avvolgono i riccioli giacintei della ragazza.
Al margine del bosco si rapprende sommesso
il grido della cerva
e i gialli fiori dell’autunno piegano
muti sul volto azzurro dello stagno.
In rossa fiamma un albero bruciò; con visi
oscuri i pipistrelli svolano.






Di notte


Si è spento l’azzurro dei miei occhi in questa
notte,
il rosso oro del mio cuore. Oh, come ardeva
silenzioso il lume.
Il tuo mantello azzurro avvolse il naufrago;
la tua rossa bocca sigillò le tenebre calate
sull’amico.






Nel parco


Vagando ancora per il vecchio parco,
oh, silenzio di gialli e rossi fiori.
In lacrime anche voi, benigni dèi,
e così l’autunnale oro dell’olmo.
Dallo stagno celeste sporge immobile
la canna, a sera si fa muto il tordo.
Oh, allora piega anche tu la fronte
davanti al marmo logoro degli avi.





Georg Trakl (Salisburgo, 3 febbraio 1887 – Cracovia, 3 novembre 1914), poeta espressionista austriaco. Nasce da Tobias, commerciante luterano in ferramenta e da Maria Halik, cattolica, di origine slava, melomane e collezionista di oggetti di antiquariato. Dopo un’infanzia apparentemente serena, fatta di giochi con la sorella minore Grete, nata nel 1891, di letture e di musica – entrambi suonavano il pianoforte – si legherà con lei in un rapporto incestuoso che segnerà drammaticamente la loro vita. Frequenta il ginnasio nel 1897; bocciato già una volta, non supera l’esame finale. Lascia perciò gli studi nel 1905 per lavorare come apprendista in una farmacia di Salisburgo, prende abitudine alle droghe e tenta i primi esperimenti letterari; ammira Hölderlin, Nietzsche, Dostoevskij, Rimbaud, Maeterlinck, Ibsen e Strindberg. Membro del circolo poetico Apollo, scrive recensioni sul giornale locale Salzburger Volkszeitung e fa rappresentare senza successo due drammi: Giorno dei morti (Totentag, 1906) e Fata Morgana (1906), e una tragedia, La morte di don Giovanni (Don Juans Tod, 1908). In quello stesso anno pubblica, sempre sul quotidiano di Salisburgo, la sua prima poesia, Das Morgenlied (Canto del mattino). Terminati finalmente gli studi ginnasiali, s’iscrive nell’Università di Vienna per frequentare il corso di farmacia, diplomandosi Magister nel 1910, e presta servizio militare in sanità dal 1910 al 1911. Tornato a Salisburgo nel settembre 1911, nel 1912 ottiene un impiego nell’ospedale militare di Innsbruck, città dove conosce Ludwig von Ficker, il fondatore della rivista Der Brenner (L’incendiario), rivista d’avanguardia letteraria che pubblica in maggio le sue prime poesie. Ottiene un impiego a Vienna al Ministero dei Lavori Pubblici ma si licenzia dopo solo due ore e torna a Salisburgo. Ripeterà altre due volte la stessa esperienza di incapacità a dedicarsi a un lavoro stabile; a Vienna conosce Karl Kraus, l’architetto Adolf Loos, Ludwig Wittgenstein, che a quel tempo guardava con interesse alla rivista tirolese, il pittore Kokoschka. Nel luglio 1913 pubblica a Lipsia una raccolta di Poesie (Gedichte); dipendente dalla droga e dall’alcool, è spesso soggetto a crisi depressive e incapace di dedicarsi a un lavoro stabile. Va a trovare a Berlino la sorella Grete che, sposata ma separatasi molto presto, è ricoverata in ospedale per un aborto. Richiamato allo scoppio della guerra, è ufficiale di sanità nella sanguinosa battaglia di Grodek, in Galizia: deve assistere da solo e senza medicine 90 feriti gravi. Traumatizzato dall’esperienza della guerra, tenta pochi giorni dopo il suicidio ma viene salvato e ricoverato nell’ospedale psichiatrico di Cracovia il 7 ottobre 1914 dove, alla fine del mese, redige il proprio testamento lasciando alla sorella una forte somma di denaro da poco ricevuta da Wittgenstein e, a von Ficker, venuto a visitarlo, il suo testamento poetico con le composizioni Klage II (Lamento II) e Grodek; il 3 novembre si uccide con un’overdose di cocaina. Postuma esce una seconda raccolta di poesie, Sebastian in sogno (Sebastian im Traum, 1915). La sorella Grete si uccide nel 1917.






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1 thought on “Sebastian in sogno – Georg Trakl

  1. Grandissimo poeta!!!

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