Il sangue amaro – Valerio Magrelli

covermagrelli

Valerio Magrelli con il suo ultimo edito, Il sangue amaro (Einaudi 2014), firma un’opera estremamente composita e complessa, critica, o come il Magrelli ha squisitamente sintetizzato in titolo: amara.

Luigia Sorrentino nel blog di Poesia della Rai ha introdotto questo libro dicendo: A distanza di otto anni dall’uscita di “Disturbi del sistema binario”, è in libreria la nuova raccolta di poesie di Valerio Magrelli, “Il sangue amaro”. Un testo che si presenta estremamente articolato rispetto al precedente. Diviso in dodici sezioni e in due metà di 55 poesie ciascuna, Il sangue amaro affronta un ampio ventaglio di argomenti. Si va da poesie su artisti, poeti o amici, a una sorta di iper-testo sul tema della lettura, dalla ripresa dell’antico genere dei calendari, al poemetto “etologico” La lezione del fiume. A ciò si aggiungono versi civili (Cave! e Il Policida), che si alternano ora a parti piú lievi (Piccole donne e Paesaggi laziali) ora a un’approfondita riflessione intorno al rumore, alla musica, all’acustica (Otobiografia). Un caso a sé è costituito dalla forte presenza religiosa che si ritrova, sia pure in una prospettiva critica, nelle composizioni dedicate all’immagine del Natale o al dibattito sull’eutanasia. Il cuore del libro, però, va individuato nel capitolo ispirato al motto paolino, e poi kierkegaardiano, di “Timore e tremore”. È questa infatti l’impronta di una scrittura segnata da quella “età dell’ansia” che, sebbene covi ormai da lungo tempo, non è evidentemente ancora giunta alla sua piena maturazione.

Riprendendo le parole di Luigia, nello specifico quando intende questa poesia come un segno dell’età dell’ansia che, sebbene covi ormai da lungo tempo, vorrei sottolineare quanto la poesia di Valerio Magrelli, sempre più nelle pagine di questo sangue amaro, in effetti appaia come una domanda sulla relazione tra l’io poetico e un mondo straniante in cui l’uomo non si riconosce più. Non a caso il libro si apre con una assolutamente non velata polemica a certa politica contemporanea (o adesso appena trascorsa, appena trascorsa?) che ha attinenze non solamente con i politici (intesi come altro da noi) ma con la nostra stessa soglia di sopportazione morale che, volenti o nolenti, coscienti o dormienti, si è abbassata a un livello talmente squallido e volgare che quasi vengono in mente le parole di Masters (che cito a memoria): non sapete che la libertà non è libertà del ventre, ma dell’intelletto? (in realtà Masters citava i problemi d’alcoolismo, ma la metafora di fronte a certi versi magrelliani ci sta tutta)

Dalla critica politico/sociale Magrelli scorre le sezioni della sua opera con affondi particolarmente critici alla religione, intesa sia come vita di tutti i giorni (il sacro, la tradizione) sia come Chiesa. Sottolineando quanto alienante sia il modus vivendi in cui siamo immersi e che abbiamo giocoforza accettato come le nostre dolcissime metastasi.

Critiche che segnano sempre più la domanda del poeta, un quasi dire cosa ci sto a fare io qui, che poi è la domanda essenziale dell’essere umano ben sintetizzata da Kafka che Magrelli accuratamente cita e che giustifica l’ansia accennata da Luigia Sorrentino: La mia paura è la mia essenza, e probabilmente la parte migliore di me stesso.

Sezione a parte, che personalmente ho apprezzato moltissimo, è quella intitolata La lettura è crudele. Undici endecasillabi in forma di ipertesto, dove un testo matrice viene svolto in undici testi che hanno come titolo proprio un verso della matrice. Un gioco letterario, a una lettura superficiale, un’identità di parola e ricerca a una lettura più attenta. A questo proposito non posso non citare il Sandro Pecchiari de Le svelte radici (Samuele Editore 2013, prefazione di Mary Barbara Tolusso) che appena pubblicato sta svolgendo il suo classico tour di presentazioni. In questi incontri sempre più, nel dialogo moderatore/autore, si sta delineando il legame che per un poeta si crea tra linguaggio e ricerca di un incontro con l’esistente. Per Sandro il linguaggio è l’elemento straniante, la differenza che si pone tra il sé e l’altro, e diventa l’alienazione dell’io nel mondo. In Magrelli il linguaggio diventa punto di forza e d’appoggio (ricordiamo i miti) non solo del testo ma della posizione dell’io in questo mondo composto di carbonio, rossetto, silicone e di una forma di vita estinta, la mia.

Da citarsi assolutamente anche un testo che Magrelli intitola a Lidia Riviello, poetessa che ho conosciuto a Roma all’ultima edizione di Ritratti di poesia e che, in maniera oserei dire magrelliana, ha raccontato degli uomini dietro i poeti, o meglio delle persone dietro i miti che noi inevitabilmente facciamo dei poeti. In maniera magrelliana perchè nel testo che sto citando è lo stesso poeta a dirci che l’alienazione non è solo politico/sociale, o religiosa, ma dentro la nostra stessa quotidianità. Oltre la porta accanto. È la fame che ci sconvolge a vedersi ma che è lì.

Il sangue amaro chiude poi l’intera raccolta, corposa, entrando sempre più nel corpo dell’io/individuo che non può accusare la vita d’essere altro, non può accusare la politica, la religione, la società, non può accusare nemmeno la succitata porta accanto magari nascondendosi dentro un facile quando falso perbenismo perchè il male di quel Facile a dirsi, ma tra il dire e il fare / c’era di mezzo il Male è insito nello stesso essere umano che siamo noi, e non l’altro. Non più l’altro direi io. Un altro che rischia d’essere il solito scaricabarile all’italiana ma che nello specchio poetico non può più sussistere, e per questo diventa sangue che ci scorre nelle vene, sangue amaro. Ed è un continuo ritornare alla partenza di noi stessi, a dire che sono le nostre posizioni a creare la struttura composita e complessa delle critiche mosse dal libro. Che poi noi ci troviamo ad agire per una scelta o subiamo una natura, è forse la domanda aperta di questa poesia.






Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close