Le leggi fondamentali della stupidità umana – Carlo M. Cipolla

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Una lucida, affascinante, divertente analisi delle caratteristiche umane questa di Carlo M. Cipolla in Le leggi fondamentali della stupidità umana. Uscito per pochi amici nel 1976 in forma di regalo di Natale in inglese è stato poi pubblicato in Italia nel 1988 per le Edizioni Mulino. In inglese invece, lingua originale dello scritto, è stato veramente pubblicato solo nel 2011. Cipolla definisce cinque leggi fondamentali:

Prima Legge Fondamentale: Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.

Seconda Legge Fondamentale: La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.

Terza (ed aurea) Legge Fondamentale: Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita.

Quarta Legge Fondamentale: Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.

Quinta Legge Fondamentale: La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.

Corollario: Lo stupido è più pericoloso del bandito.

Questo bellissimo libriccino mi è stato regalato molti anni fa ma, colpa mia, non ho mai avuto occasione di leggerlo. Sfogliando adesso queste pagine (intendendo adesso il 2014 e intendendo queste pagine il 1976) è inevitabile non pensare alla nostra situazione sociale e politica, sopratutto nelle (attualissime) conclusioni che il saggio riporta sull’ascesa e il declino di una società. Stupenda mi è sembrata anche l’introduzione che Cipolla fa di questo libro: Quanto al saggio sulla stupidità umana non è né più né meno che quella che gli eruditi settecenteschi avrebbero chiamata “una spiritosa invenzione”. Di fatto il saggio non ha alcuna attinenza con la mia vita personale. Peccherei gravemente di ingratitudine contro i fati che sino ad ora hanno presieduto al corso della mia vita se non confessassi di essere stato, nei miei rapporti umani, un essere straordinariamente fortunato nel senso che la stragrande maggioranza delle persone con cui venni in contatto furono di regola persone generose, buone ed intelligenti. Spero che leggendo queste pagine non si convincano che lo stupido sono io.






Le leggi fondamentali della stupidità umana


Le faccende umane si trovano per unanime consenso, in uno stato deplorevole. Questa peraltro non è una novità. Per quanto indietro si riesca a guardare, esse sono sempre state in uno stato deplorevole. Il pesante fardello di guai e miserie che gli esseri umani devono sopportare, sia come individui che come membri della società organizzata, è sostanzialmente il risultato del modo estremamente improbabile – e oserei dire stupido – in cui la vita fu organizzata sin dai suoi inizi. Da Darwin sappiamo di condividere la nostra origine con le altre specie del regno animale e tutte le specie, si sa, dal vermiciattolo all’elefante, devono sopportare la loro dose quotidiana di tribolazioni, timori, frustrazioni, pene e avversità. Gli esseri umani, tuttavia, hanno il privilegio di doversi sobbarcare un peso aggiuntivo, una dose extra di tribolazioni quotidiane, causate da un gruppo di persone che appartengono allo stesso genere umano. Questo gruppo è molto più potente della Mafia o del Complesso industriale-militare o dell’Internazionale comunista. E un gruppo non organizzato, non facente parte di alcun ordinamento, che non ha capo, né presidente, né statuto, ma che riesce tuttavia ad operare in perfetta sintonia come se fosse guidato da una mano invisibile, in modo tale che le attività di ciascun membro contribuiscono potentemente a rafforzare ed amplificare l’efficacia dell’attività di tutti gli altri membri. La natura, il carattere ed il comportamento dei membri di questo gruppo sono l’argomento delle pagine che seguono. Occorre sottolineare a questo punto che questo saggio non è né frutto di cinismo né una esercitazione di disfattismo sociale – non più di quanto lo sia un libro di microbiologia. Le pagine seguenti sono, infatti, il risultato di uno sforzo costruttivo per investigare, conoscere e quindi possibilmente neutralizzare una delle più potenti e oscure forze che impediscono la crescita del benessere e della felicità umana.


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La Prima Legge Fondamentale della stupidità umana asserisce senza ambiguità di sorta che: Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione. A prima vista l’affermazione può sembrare triviale oppure ovvia oppure ingenerosa oppure tutte queste tre cose insieme. Tuttavia un più attento esame rivela in pieno la sua realistica veridicità. Si consideri quanto segue. Per quanto alta sia la stima quantitativa che uno faccia della stupidità umana, si resta ripetutamente e ricorrentemente stupiti dal fatto che: a) persone che uno ha giudicato in passato razionali ed intelligenti si rivelano poi all’improvviso inequivocabilmente e irrimediabilmente stupide; b) giorno dopo giorno, con un’incessante monotonia, si è intralciati e ostacolati nella propria attività da individui pervicacemente stupidi, che compaiono improvvisamente ed inaspettatamente nei luoghi e nei momenti meno opportuni.


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fig1


La Terza Legge Fondamentale presuppone, sebbene non lo enunci esplicitamente, che gli esseri umani rientrino in una di quattro categorie fondamentali: gli sprovveduti, gli intelligenti, i banditi e gli stupidi. Il lettore acuto comprenderà facilmente che queste quattro categorie corrispondono alle quattro aree H, I, B, S del grafico base (vedi fig. 1). Se Tizio compie un’azione e ne ricava una perdita mentre nello stesso tempo procura un vantaggio a Caio, il segno di Tizio cadrà nel campo H: Tizio ha agito da sprovveduto. Se Tizio compie un’azione dalla quale ottiene un vantaggio e nello stesso tempo procura un vantaggio anche a Caio, il segno di Tizio cadrà nell’area I: Tizio ha agito intelligentemente. Se Tizio compie un’azione dalla quale trae un vantaggio causando una perdita a Caio, il punto di Tizio cadrà nell’area B: Tizio ha agito da bandito. La stupidità corrisponde all’area S ed a tutte le posizioni sull’asse Y sotto il punto O. La Terza Legge Fondamentale chiarisce esplicitamente che: Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita. Poste di fronte alla Terza Legge Fondamentale, le persone razionali reagiscono istintivamente con scetticismo ed incredulità. Il fatto è che le persone ragionevoli hanno difficoltà a concepire ed a comprendere un comportamento irragionevole. Ma lasciamo perdere la teoria ed osserviamo invece quel che ci capita in pratica nella vita di tutti i giorni. Tutti noi ricordiamo casi in cui si ebbe sfortunatamente a che fare con un individuo che si procurò un guadagno causando a noi una perdita: eravamo incocciati in un bandito. Possiamo ricordare anche casi in cui un individuo realizzò un’azione il cui risultato fu una perdita per lui ed un guadagno per noi: avevamo avuto a che fare con uno sprovveduto. Possiamo ricordare anche casi in cui un individuo realizzò un’azione dalla quale entrambe le parli trassero vantaggio: si trattava di una persona intelligente.


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fig2

La maggior parte delle persone non agisce coerentemente. In certe circostanze una persona agisce intelligentemente e in altre quella stessa persona si comporta da sprovveduto. L’unica importante eccezione alla regola è rappresentata dalle persone stupide che normalmente mostrano una massima propensione per una piena coerenza in ogni campo d’attività. Da ciò non consegue che si possa segnare sul grafico solo la posizione degli individui stupidi. Possiamo calcolare per ogni persona la sua posizione sul piano della figura 1 in base alla media ponderata. Una persona intelligente può talvolta comportarsi da sprovveduto, come può talvolta assumere un comportamento banditesco. Ma, poiché la persona in questione è fondamentalmente intelligente, la maggior parte delle sue azioni avranno la caratteristica dell’intelligenza e la sua media ponderata si collocherà nel quadrante I del grafico n. 1. Il fatto che sia possibile collocare nel grafico gli individui anziché le loro azioni, consente qualche digressione sulla frequenza dei banditi e degli stupidi. Il perfetto bandito è colui che, con le sue azioni, causa ad altri perdite equivalenti ai suoi guadagni. Il più rozzo tipo di banditismo è il furto. Una persona che ruba 10.000 lire senza causarti ulteriori danni, è un bandito perfetto: tu perdi 10.000 lire, lui ne guadagna 10.000. Nel grafico i banditi perfetti appariranno sulla linea diagonale di 45 gradi che divide l’area B in 2 sub-aree perfettamente simmetriche (linea OM della fig. 2). Tuttavia i banditi perfetti sono relativamente pochi. La linea OM divide l’area B nelle due sub-aree Bi e Bs e la grande maggioranza dei banditi si colloca in qualche punto di queste 2 sub-aree. I banditi che occupano l’area Bi sono coloro che procurano a se stessi guadagni maggiori delle perdite che causano agli altri. Tutti i banditi che occupano una posizione nell’area Bi sono disonesti con un elevato grado di intelligenza e quanto più la loro posizione si avvicina alla parte destra dell’asse delle X, tanto più tali banditi partecipano alle caratteristiche della persona intelligente. Sfortunatamente gli individui che occupano una posizione nella area Bi non sono molto numerosi. La maggior parte dei banditi si colloca in effetti nell’area Bs. I banditi che rientrano in questa area sono individui le cui azioni procurano loro vantaggi inferiori alle perdite causate agli altri. Se qualcuno ti fa cadere e rompere una gamba per scipparti 10.000 lire o ti causa danni all’automobile per mezzo milione di lire per rubarti una radiolina dalla quale lui ricaverà sì e no 30.000 lire, se qualcuno ti tira un colpo di pistola e ti ammazza solo per trascorrere una notte in compagnia di tua moglie a Monte Carlo, possiamo star certi che non si tratta di un bandito «perfetto». Anche utilizzando i suoi parametri per misurare i suoi guadagni (ma usando i nostri parametri per misurare le nostre perdite) egli cadrà nell’area Bs molto vicino al limite della stupidità pura.


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Non è difficile comprendere come il potere politico o economico o burocratico accresca il potenziale nocivo di una persona stupida. Ma dobbiamo ancora spiegare e capire cosa essenzialmente rende pericolosa una persona stupida; in altre parole in cosa consiste il potere della stupidità. Essenzialmente gli stupidi sono pericolosi e funesti perché le persone ragionevoli trovano difficile immaginare e capire un comportamento stupido. Una persona intelligente può capire la logica di un bandito. Le azioni del bandito seguono un modello di razionalità: razionalità perversa, se si vuole,ma sempre razionalità. Il bandito vuole un «più» sul suo conto. Dato che non è abbastanza intelligente per escogitare metodi con cui ottenere un «più» per sé procurando allo stesso tempo un «più» anche ad altri, egli otterrà il suo «più» causando un «meno» al suo prossimo. Tutto ciò non è giusto, ma è razionale e se si è razionali lo si può prevedere. Si possono insomma prevedere le azioni di un bandito, le sue sporche manovre e le sue deplorevoli aspirazioni e spesso si possono approntare le difese opportune. Con una persona stupida tutto ciò è assolutamente impossibile. Come è implicito nella Terza Legge Fondamentale, una creatura stupida vi perseguiterà senza ragione, senza un piano preciso, nei tempi e nei luoghi più improbabili e più impensabili. Non vi è alcun modo razionale per prevedere se, quando, come e perché, una creatura stupida porterà avanti il suo attacco. Di fronte ad un individuo stupido, si è completamente alla sua mercé. Poiché le azioni di una persona stupida non sono conformi alle regole della razionalità, ne consegue che: a) generalmente si viene colti di sorpresa dall’attacco; b) anche quando si acquista consapevolezza dell’attacco, non si riesce ad organizzare una difesa razionale, perché l’attacco, in se stesso, è sprovvisto di una qualsiasi struttura razionale. Il fatto che l’attività ed i movimenti di una creatura stupida siano assolutamente erratici ed irrazionali, non solo rende la difesa problematica, ma rende anche estremamente difficile qualunque contrattacco – come cercare di sparare ad un oggetto capace dei più improbabili ed inimmaginabili movimenti. Questo è ciò che Dickens e Schiller avevano in mente quando l’uno affermò che «con la stupidità e la buona digestione l’uomo può affrontare molte cose» e l’altro che «contro la stupidità gli stessi Dei combattono invano». Occorre tener conto anche di un’altra circostanza. La persona intelligente sa di essere intelligente. Il bandito è cosciente di essere un bandito. Lo sprovveduto è penosamente pervaso dal senso della propria sprovvedutezza. Al contrario di tutti questi personaggi, lo stupido non sa di essere stupido. Ciò contribuisce potentemente a dare maggior forza, incidenza ed efficacia alla sua azione devastatrice. Lo stupido non è inibito da quel sentimento che gli anglosassoni chiamano self-consciousness.


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Il punto essenziale da tener presente è questo: il risultato dell’azione di un perfetto bandito (la persona che cade sulla linea OM della fig. 2) rappresenta puramente e semplicemente un trasferimento di ricchezza e/o di benessere. Dopo l’azione di un perfetto bandito, questi avrà un «più» sul suo conto, «più» che equivarrà esattamente al «meno» che egli ha causato ad un’altra persona. Per la società nel suo insieme la situazione non è migliorata né peggiorata. Se tutti i membri di una società fossero dei banditi perfetti, la società rimarrebbe in condizioni stagnanti, ma non ci sarebbero grandi disastri. Tutto si limiterebbe a massicci trasferimenti di ricchezza e benessere in favore di quelli che compiono l’azione. Se tutti i membri della società dovessero compiere l’azione a turni regolari, non solo l’intera società, ma anche i singoli individui, si troverebbero in uno stato di perfetta stabilità. Ma quando gli stupidi si mettono all’opera, la musica cambia completamente. Le persone stupide causano perdite ad altre persone senza realizzare dei vantaggi per se stessi. Ne consegue che la società intera si impoverisce.


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Tutto ciò suggerisce alcune riflessioni sulla performance delle società. Secondo la Seconda Legge Fondamentale, la frazione di gente stupida è una costante che non è influenzata da tempo, spazio, razza, classe o qualsiasi altra variabile storica o socio-culturale. Sarebbe un grave errore credere che il numero degli stupidi sia più elevato in una società in declino piuttosto che in una società in ascesa. Entrambe sono afflitte dalla stessa percentuale di stupidi. La differenza fra le due società consiste nel fatto che nella società in declino: a) ai membri stupidi della società è concesso dagli altri membri di diventare più attivi; b) c’è un cambiamento nella composizione della popolazione dei non stupidi.


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In effetti l’analisi storica ci permette di riformulare le conclusioni teoriche in modo più concreto e con dettagli più realistici. Che si consideri l’età classica, medievale, moderna o contemporanea, si rimane colpiti dal fatto che ogni paese in ascesa ha la sua inevitabile percentuale a di persone stupide. Tuttavia un paese in ascesa ha anche una percentuale insolitamente alta di individui intelligenti che cercano di tenere gli stupidi sotto controllo, e che, nello stesso tempo, producono guadagni per se stessi e per gli altri membri della comunità sufficienti a rendere il progresso una certezza.






Per leggere l’intero saggio: http://ceifan.org/leggi_stupidita.pdf








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