Missing you

matisse

Mi sveglio alle cinque di mattina,
tra le mani l’odore ancora chiaro
del tuo corpo, nel tuo corpo la mia sera.


Alle otto apro le finestre, il mondo
ha un senso di capelli ancora in bocca
– ne trovo anche facendo la pipì
e sono il segno della tua presenza -.


Alle nove ti preparo un caffè
senza tazza e senza acqua, alla finestra
cercandoti nell’alone che si crea
guardandomi da lontano. Cerco


il cellulare, penso a un sonetto
di cui non sono capace, penso a te
di cui non sono capace, e si fanno le undici


troppo presto ancora per vivere.








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