Dei giardini a South Paris e il rosso

Candy for Kandinsky

Una vecchia raccoltina segreta, intima, di qualche mese fa. L’ho ritrovata questa notte tra le carte dello studio. Rimaneggiata non mi sembra neanche male.

Perchè a volte la poesia è tutto ciò che resta.








Il tuo nome ha tutte le partenze.
Tutte le distanze, tutto il verde
dei giardini a South Paris e il rosso
delle pietre dell’harbor che non si sa
se sia porto o rifugio tanto il mare
è comunque nei tuoi occhi.
Il tuo nome ha tutte le partenze.
Frammenti di Dio da non capire.








Buongiorno amore mio, buongiorno
ai tuoi occhi belli come pozze
di montagna, fossili di pietre
da cercare tra i trifogli, buongiorno
alla tua bocca che parla dolcemente
la pelle d’una notte che desidera.
Buongiorno alle tue spalle, ai tuoi
seni su cui scivolo, alle tue gambe
come un giorno segreto, umido e bello,
come la primavera quando arriva.








Ho desiderio del tuo corpo.
Ho desiderio delle tue stagioni
che si rincorrono tra i tuoi
capelli, lunghi come il mondo.
Ho desiderio di riprenderti
con queste stesse mani che ti
scrivono, e non sai, ho desiderio
di te legata stretta alla mia vita.








La tua bellezza è fatta anche
di cose un poco sexy
– come se non bastasse il tuo
b-side or behind, gorgeous -,
d’un pigiama che indossi ma non
sai descrivere, di casette di legno
e di Odysseas and Keourac e
di giardini che mi dici luminosi
e di tuo padre che non risponde
alla porta – era come una
metafora della morte, lo sai? –.








La tua bellezza è fatta anche di
una certa malinconia, di bui
dove non si può pretendere la luce,
di gambe e labbra da lasciare – è
il lunedì nel nostro gioco delle
occasioni, tutte dentro te –.








Stamattina svegliandomi ti ho pensata.
Ti ho pensata piano, come la luna
quando cala all’orizzonte. Ti ho
pensata luminosa e oscura allo
stesso tempo, il medesimo piano
geografico, latitudini uguali alla
linea che dal tuo seno mi chiama
a raggiungerti la bocca. «Oggi sono
proprio nei guai», «È il lunedì
mia cara, ma stai attenta che
martedì è anche peggio». E parlare
di Heidegger e Blake e dirsi no
ai tuoi pantaloni slacciati «C’è
troppo poco tempo aspetta, ho
già rubato la mattina alla mia vita».








Parlare di sesso baci e libri
pare una cosa naturale tra i colori
dei tuoi capelli e dell’intimo che
indossi, e che quasi non ricordi.
In realtà tutto è pietra, tutto è
assenza, distanza, tutto è temporale
e sereno che dopo ci accompagna
nella strada verso Emmaus. Un mare
di labbra, di pochi versi tagliati
apposta come fettine
di carne o formaggio perchè
ci basti mangiarne, per essere salvati.








Sto ricominciando a volerti bene.
Di quel bene che fa la pioggia
quando scivola e non fa rumore
che copra le tue scarpe.
Di quel bene che ti spoglia
tra gli insetti in mezzo al bosco
o sotto una cascata avventurosa
di roccia, da respirarti in bocca.
Di quel bene che è silenzio
e parola, natura, e forse anche
Dio, che un poco ti assomiglia.








Vorrei toccarti con dolcezza
ma la mia passione
lascia poco spazio alla maniera.
Vorrei toccarti con la tenerezza
di una passeggiata di montagna,
delle aquile di Andreis, della
fontana di Bosplans alla quale
ci fermiamo per riflettere.
Vorrei toccarti con le ciglia
e con tutte le cose che ti piacciono.








Annunci