da Versante ripido n.11

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Intanto voglio ringraziare subito gli amici della rivista Versante ripido per essere stati così gentili da chiedermi un’intervista e qualche testo.

L’intervista spazia tra l’esperienza autoriale e quella editoriale.

Nello stesso numero potete trovare qualche verso intitolato Love poems, già presente in questo blog (o forse in una versione precedente).

Notevole, forse più del mio, l’inserimento dei testi di Guido Cupani.




***




Come si è manifestato per te il richiamo della poesia? Tu scrivi:


Dicono che la poesia sia grande
quand’è necessaria
quando te la chiede il mondo..


Quale poesia chiede il mondo ad Alessandro Canzian ?


ale2Questo il realtà è un po’ buffo. Perchè di fatto il mondo non chiede nulla ai poeti, tantomeno a me. Spesso anzi se i poeti mettessero via la penna o il computer farebbero un favore al mondo. La poesia è in fondo questo: una cosa inutile. Ma questo non vuol dire che una cosa che è inutile non possa diventare necessaria. Non intendo la creazione di nuove necessità, quasi a livello consumistico, ma la creazione di risposte a domande che non ci poniamo, o che ci poniamo saltuariamente nella vita, ma che esistono. E nel momento in cui la poesia diventa risposta concreta ecco l’uomo si accorge che quella risposta era fatta apposta per una domanda che lui aveva e non se ne rendeva conto. Un in più assolutamente inutile prima e assolutamente necessario dopo. Una crescita. Per passare alla mia di poesia, o meglio ai miei versi, il mondo ancora non ne ha bisogno nemmeno dopo che li ho scritti e fatti leggere. Forse un domani, lo spero.

(continua su http://versanteripido.wordpress.com/2013/12/01/intervista-a-alessandro-canzian-poeta-e-titolare-di-samuele-editore/)




Qui invece i testi:

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Love poems


Perderti è stata una mia colpa.
Eppure ora mi chiedono le tue
poesie, qualche foto, magari
delle copertine. S’immagina
dovrebbero esserci i tuoi occhi
nelle foto, le tue gambe
in quelle un po’ più spinte o
le tue mani, tanto fa lo stesso.


*


Dicono che un poeta non dovrebbe
mai scrivere d’amore. Non oggi
almeno, che piove, che la crisi
ci uccide nelle aziende. È chiaro
che questa non è poesia d’amore.
È solo la mia mancanza
ogni giorno d’una tua parte.


(continua su http://versanteripido.wordpress.com/2013/12/01/love-poems-di-alessandro-canzian/)




Qui invece i testi di Guido Cupani, che ogni tanto reblogga i miei testini:


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Erotico impersonale


Sulla sedia
i miei blue jeans fanno l’amore con i tuoi.


Jorge Luis bacia Jane Austen
sopra il ripiano della libreria.


Si accoppiano i tovaglioli nel cassetto,
il tuo cuscino sul letto tocca il mio.


Oh come fingere di non vederle!
Non pensano, non dicono, semplicemente
le nostre cose fanno.

*

La sedia

Parlavamo e intanto
una sedia era nel prato.


Sola
nel verde ricolmo di presente
che raccoglieva il sole. Mi sono voltato e l’ho vista
completa per caso
come una cosa
che beatamente non sa.


Al largo della secca
delle nostre parole
in un mare d’erba senza sponde
la sedia


era.


(continua su http://versanteripido.wordpress.com/2013/12/01/lamour-nest-pas-fou-di-guido-cupani/)







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