La notte antica

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Alcune poesie antiche






Sei venuta insperata al mio desiderio, hai stupito
e scosso l’immaginazione dentro il mio animo.
Tremo, e nel profondo il mio cuore è sconvolto
dall’assillo, il respiro soffocato dall’onde d’amore.
Salvami tu da questo naufragio in terraferma,
ti prego, salvami, e accoglimi dentro il tuo porto.


Macedonio, VI sec. d.C.






Questo e nient’altro è la vita: la vita è piacere.
Alla malora le angosce. È breve il tempo per vivere.
Presto, il vino, le danze, le corone di fiori, le donne.
Voglio star bene oggi, giacchè è oscuro il domani.


Pallada, 355-430 d.C.






Se ami, non mostrare mai un animo abbandonato,
distrutto, pieno di suppliche, fragile;
al contrario sii dignitoso, tieni alta la fronte,
e guarda con occhi avari. Così sono le donne:
fuggono gli uomini troppo superbi, ma si fanno beffe
di quelli che ispirano pena. L’amante perfetto
è chi sa mescolare entrambe le cose,
e nelle sue pene mette un po’ di fierezza.


Agazia Scolastico, VI sec. d.C.






Ancora oggi, se rivedo lei
dal volto simile alla luna,
nel principio della giovinezza,
coi seni ricolmi e la pelle bianca,
con le membra estenuate dal fuoco
delle saette d’Amore, il mio corpo
è percorso da un fremito, bevo la
sua bocca stringendola fra le braccia,
come fa un’ape col fiore di loto.


Bilhana, XII sec. d.C.






Uomo, non dire mai cosa avverrà domani,
né, se vedi altro felice, quanto tempo lo sarà,
ché neppure il volo ad ali distese della mosca
sarà così veloce come
il mutare delle vicende umane.


Simonide di Ceo, 550-467 a.C.






Lunga è la notte d’inverno,
il sole tramonta fra le Pleiadi
e io sono là, bagnato, alla sua porta,
colpito dal desiderio dell’ingannatrice.
No, non è amore questo
che mi ha mandato Afrodite,
ma una freccia angosciosa di fuoco.


Asclepiade di Samo, 310 a.C.







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