Scatti rubati – Natalia Bondarenko

1233344_537482766318975_320024010_n

1235186_535543099846275_1305164867_n

970415_516764135057505_716319223_n

999003_508200599247192_2043497373_n

293093_495641850503067_1297617501_n

389159_486146518119267_1797908556_n


Scatti rubati

Natalia Bondarenko



Natalia Bondarenko, poetessa, pittrice, capace di passare da un linguaggio artistico ad un altro non rifiuta il confronto nemmeno con la realtà, con lo specchio che una macchina fotografica restituisce all’occhio. Se poi l’occhio è quello di una poetessa ecco allora si crea una sorta di transfert. Ciò che in poesia è analisi dell’io, della propria estraneità in una data terra (Terra altrui è l’edito con la Samuele Editore), in fotografia diventa analisi dell’altro, dell’estraneità o non estraneità dell’altro nel mondo. E in questo è insomma la ricerca dell’umanità, di quella scintilla che dal diverso emerge per spogliare tutto il resto, e rendere evidente una terra che è sempre altrui, anche negli altri. Abbiamo una scultrice, una ragazza indiana che vive in Italia da quando era bambina, un cane, tutte presenze vive e vitali immerse in un mondo che in qualche modo non appartiene loro. E la ricerca è tesa talmente al fondo della loro essenza (come lo era la poesia nel fondo della propria) da rendere in qualche modo vivi e vitali anche gli oggetti inanimati, che forse proprio in virtù del loro colore (l’ombrello rosa di fronte a delle biciclette nere) diventano ulteriori esseri viventi alienati ma immersi in questo contesto che è la vita. Che non accetta, solo appiccica come meglio può ciò che è diverso.





Annunci