Luceafarul – Samuele Editore 2012

LUCEAFARUL

LUCEAFARUL

Alessandro Canzian – prefazione di Sonia Gentili
 
Ci eu în lumea mea mă simt.
Nemuritor și rece.

Mihai Eminescu, Luceafarul
 
 
 
 
 
Fu come dice la leggenda,
                      una ragazza
d’ineguagliabile bellezza.
 
 
E lui sempre l’attendeva.
 
 
Lui che era luce di navi nere
oltre l’orizzonte degli eventi,
lui che era tenebra nel cuore
                      e sentiero,
come dice la leggenda.
 
 
Lei lo osservava con occhi fondi
                                 e chiari,
il corpo tutto teso alla penombra
nel cuore che si inganna – sempre –
e nelle mani che si toccano.
 
 
E lui pure l’adorava, tutta,
                      tutte le sue notti.
 
 
Ma un abbraccio gelido di luce
solo questo lui poteva, sulle
sue ciglia schiuse e il seno caldo,
           e il suo collo bello.
 
 
           E lei pure lo chiamava:
“Vieni che ti voglio amore mio,
la mia casa la mia anima prendi,
dai luce alla mia vita, vieni!”
 
 
“Ma io sono morto e tu sei viva.
Vieni tu via con me pensiero mio,
ti farò donna fra i millenni
           e sarai felice come mai”
 
 
“Sì tu sei bello come un angelo
amore mio meraviglioso che
mi togli il fiato e scavi dentro,
           ma non ti seguirò”.
 
 
*
 
 
Passarono giorni da quel giorno,
come dice la leggenda.
 
 
E lei ancora lo pensava
nel desiderio del suo letto.
 
 
                      E chiamava:
“Vieni che ti voglio amore mio,
la mia casa la mia anima prendi,
dai luce alla mia vita, vieni!”
 
 
Ma io sono morto e tu sei viva.
Vieni tu via con me tenerezza mia,
ti farò luna fra le stelle
           e ti adorerò per sempre”.
 
 
“Si tu sei bello come un diavolo
amore mio meraviglioso che
mi fai impazzire il desiderio, dentro,
                      ma non ti seguirò”.
 
 
“Ma come vorresti che io scenda
a raccoglierti i capelli, biondi,
o a percorrerti le gambe, tu
non capisci che sono eterno?
 
 
Mi stai chiedendo di morire
           per avere la tua bocca?”
 
 
“Non capisco le tue parole ma
                      resta qui con me
e saprò allora che mi ami”.
 
 
E passarono giorni da quel giorno
come dice la leggenda.
 
 
*
 
 
Ma lei era stanca di aspettare,
di sentirne la mancanza.
 
 
Il desiderio bucava la sua pelle
dalle labbra fino ai fianchi
come un unico dolore.
 
 
 
E venne un ragazzo all’avventura.
 
 
“Tu sei bella più del bello
ragazza mia dagli occhi tristi,
ma io ti voglio sorridente, dai,
lascia stare quei pensieri.
 
 
           Tu meriti la pace
d’un ti amo a piene braccia,
non il vuoto del tuo cuore
per chi non ti vuole meritare.
 
 
Ascolta queste mie parole
e concedimi un bacino,
un solo bacio piccolino.
 
 
Ti prometto non sarà altro”.
 
 
Lei era stanca di aspettare,
di sentirne la mancanza.
 
 
*
 
 
“Se è vero che siamo caos
allora riconsegnami al mio caos,
ma se è vero che siamo quiete
allora riconsegnami alla quiete,
                                 Padre.
 
 
Concedimi un attimo d’amore”.
 
 
“Veramente vuoi assomigliare
                      a loro figlio mio?
 
 
Veramente vuoi valere
                      quanto un uomo?
 
 
Hanno solo quelle stelle
                      che governano col caso.
 
 
Non ne trovano alcun senso.
 
 
Sono globuli di vuoto
                      senza alcuna distinzione.
 
 
Tanti ne nascono quanti ne muoiono
                      sotto il risorgere del sole.
 
 
Ma tu sei eterno, perciò l’unico,
                                   figlio mio.
 
 
Posso darti tutto ma non questo.
 
 
                      Va’ ora ad osservare
per cosa vuoi cambiare.
 
 
*
 
 
Passarono giorni da quel giorno,
come dice la leggenda.
 
 
Trovò i due ragazzi in un giardino.
 
 
Lei era stanca di aspettare,
di sentirne la mancanza,
lui era dolce e convincente
e le dava la gioia di un sorriso.
 
 
Ed erano baci ed erano affanni
           tra i respiri affaticati
– il corpo di lei disteso, e fermo –
quando lo vide all’orizzonte.
 
 
Lui che era tenebra nel cuore
                      e sentiero,
come dice la leggenda.
 
 
           E ancora lo chiamò:
“Vieni che ti voglio amore mio,
la mia casa la mia anima prendi,
dai luce alla mia vita, vieni!”
 
 
Lui che era tenebra nel cuore
                      e poi silenzio,
come dice la leggenda.
 
 
“Tesoro mio infinito guardati,
che ti importa che sia io
o sia un altro accanto a te?
 
 
In un circolo chiuso vivendo
solo il caso vi governa
mentre io nel mio mondo resto
gelido ed eterno…”

Annunci